31 gennaio 2011

Anche Radio Praga abbandona le onde corte

Citando le celebri note della Sinfonia del Nuovo Mondo di Dvořák, oggi Radio Praga ha trasmesso per l'ultima volta il suo programma quotidiano in inglese e in altre lingue sulle onde corte. Dopo 75 anni di onorato servizio, l'emittente che tanta parte ebbe anche nella storia del secondo dopoguerra in Italia spegne i suoi trasmettitori pur continuando a funzionare in podcast, in streaming su Internet e via satellite. Il programma rievocativo è molto ben fatto e contiene anche il suggestivo aneddoto del messaggio augurale che nel 1937 lo scrittore Karel Čapek, quello del romanzo R.U.R. (Robot Universali Rossum), inviò via radio ad Albert Einstein a Princeton e a Rabindranath Tagore in India.
Potete ascoltare e leggere la trascrizione a questo indirizzo oppure cliccare qui di seguito per ascoltare direttamente l'mp3. Ciao, Radio Praga.



Varata a Milano Radio Globale


E così a Milano da stasera si ascolta una nuova emittente FM. Si chiama Radio Globale, trasmette su 101,5 MHz e da domani dovrebbe anche cominciare a ripetere i programmi in lingua italiana di Radio Cina Internazionale. Naturalmente non è una vera "nuova stazione". Su questa stessa frequenza operava fino a poche ore fa il network Fantastica, del gruppo Media Hit. Dovrei riuscire ad approfondire presto i retroscena di questa iniziativa, che personalmente trovo di incredibile interesse per la Milano dei migranti, delle comunità straniere, dei knowledge worker di tutto il mondo. Auguri, Radio Globale!
La foto che vedete riprende Radio Globale ricevuta con il mio smartphone Android, Samsung Corby, e il suo ricevitore FM integrato (se qualcuno mi spiega come acquisire i privilegi root forse riesco a fare lo screen capture, in questo Android è inferiore a iPhone/iPod Touch che produce screenshot perfetti senza nessuna installazione aggiuntiva). E' comunque un telefonino molto interessante dal punto di vista radiofonico, sia per la sintonia diretta in banda FM (con RDS: perché iPhone non si decide ad attivare quel dannato chip radiofonico che nasconde da anni?), sia per le numerose applicazioni per la sintonia "Webradiofonica". Due grossi difetti: la durata della batteria è ridicola e la navigazione GPS compromessa dalla incredibile lentezza dell'aggancio del segnale. Android è un sistema operativo eccezionale ma implementato su questo hardware non riesce a dare tutto il suo meglio.

Venti di globalizzazione sui 101,5 di Milano

Sto cercando di approfondire i retroscena dello sbarco di Radio Cina Internazionale nell'etere FM milanese. Se la frequenza coinvolta è quella dei 101,5 MHz si tratta di un canale importante, diffuso dalla torre di via San Galdino a Milano (curiosamente, proprio ai confini della nostra Chinatown), finora utilizzato dal network Fantastica. Vista la programmazione essenzialmente musicale di questa property, mi suonava alquanto strano il fatto che RCI potesse semplicemente accontentarsi di affittare qualche ora di trasmissione all'interno di un palinsesto non proprio compatibile con l'intento informativo-promozionale dei programmi cinesi per l'estero. Ho consultato alcune fonti e posso anticiparvi che in effetti l'operazione 101,5 è molto più estesa e riguarda probabilmente un nuovo brand la cui messa in onda è prevista nelle ore a cavallo tra oggi e domani 1 febbraio, data indicata nei comunicati cinesi per l'avvio delle trasmissioni di RCI in FM.
Ni hao and stay tuned.

30 gennaio 2011

Radio Cina Internazionale in FM a Milano su 101.5

«Se volete ascoltare le informazioni sulla Cina, a partire dal primo febbraio 2011 potrete ascoltare i programmi radiofonici realizzati dallo studio G&E, partner di Radio Cina Internazionale. La frequenza delle trasmissioni 24 ore su 24 sarà FM 101.5 di Milano.»
Dopo le prime anticipazioni di qualche mese fa, è diventato ufficiale lo sbarco di Radio Cina Internazionale su una frequenza FM dell'affollato etere milanese. Ho appena ricevuto via mail il messaggio che avete potuto leggere, del resto riportato anche sul sito Web ufficiale.
I 101.5 MHz corrispondono a Radio Fantastica/Radio Cuore 2: non riesco veramente a capire che ruolo possano avere le trasmissioni di RCI in un contesto di (brutta) musica no stop. Nessuna idea di chi siano le persone coinvolte in questo misterioso "Studio G&E", il partner che dovrebbe produrre i programmi. I miei numerosi tentativi di ottenere dalla redazione italiana di CRI qualche dettaglio non sono andati a buon fine. Stiamo a vedere che succede il primo febbraio.

RDS Spy, decodifica RDS su Windows (con decoder chip)

Con l'arrivo dei programmi per la demodulazione SDR dell'FM "larga" la decodifica delle informazioni RDS - una funzione fondamentale per l'identificazione delle stazioni ricevute a grande distanza dai DXer - si sposta nel dominio del software, come dimostra la recente integrazione in WRPlus (uno dei derivati più interessanti del sorgente di Winrad) degli algoritmi di decodifica RDS sviluppati da Michael Feilen.
Questa nuova opportunità non esclude però la possibilità di continuare a decodificare l'RDS con l'aiuto di appositi chip demodulatori, utilizzati finora dagli stessi DXer per abilitare i loro ricevitori analogici alla funzionalità RDS e soprattutto alla lettura di informazioni RDS normalmente non accessibili. Questi chip - i più diffusi sono sviluppati da STMicro e Philips - si possono facilmente assemblare in piccoli decoder, che poi vengono interfacciati a un pc con installato un opportunto programma. E' incredibile vedere che questi programmi continuano a essere sviluppati dalla comunità hobbystica. Da pochi mesi per esempio è disponibile RDS Spy, un programma di decodifica RDS per Windows scritto da un vero esperto in materia, il ceco Jan Kolar, che da anni commercializza economici RDS encoder destinati al mercato delle emittenti commerciali. RDS Spy richiede per funzionare un segnale generato da un chip di demodulazione RDS, che a sua volta estrae il bitstream dalla sottoportante RDS a 57 kHz nascosta nel segnale FM. La praticità di questa nuova applicazione è data dalla sua grande flessibilità, oltre che dalle funzioni analitiche. Il segnale "data/clock" che trasporta le informazioni RDS può essere acquisito attraverso la porta seriale del computer (una interfaccia un po' fuori moda) o dalla scheda audio.

CuteSDR, demodulazione SDR per Win, Mac e Linux

Quasi pronto per il rilascio il nuovo software per la demodulazione SDR dei segnali radio, CuteSDR (o sul gruppo Yahoo!). E' un progetto dell'americano Moe Wheatley AE4JY, già autore dell'analogo software SpectraVue ed è uno dei pochi espressamente rivolti alla piattaforma Macintosh. CuteSDR è stato sviluppato per l'interfaccia RAD QT Framework, è open source e può essere utilizzato anche su Linux oltre che su Windows. Si tratta però di un software sviluppato per i ricevitori SDR RFSpace, in particolare l'SDR-IP e il nuovissimo NetSDR. I predecessori SDR-IQ e SDR-14 possono essere utilizzati attraverso una applicazione server per Windows (intorno a SpectraVue il software open originariamente fornito con gli SDR-14 e IQ ne sono stati sviluppati alcuni, ma l'ambiente client/server più diffuso per i ricevitori RFSpace è sicuramente SDR-Radio).
Questo un filmato YT appena pubblicato con CuteSDR in azione:



A proposito di SDR-Radio forse è opportuno ricordare che il progetto di Simon Brown, programmatore residente in Svizzera, oggi finanziato da RFSpace grazie alla sua architettura client/server è forse il primo ad aver reso possibile una remotizzazione estesa dei ricevitori a conversione diretta di questo produttore americano. Prelevando il client di SDR-Radio è possibile accedere a un network di ricevitori RFSpace e di ricevitori I/Q come il SoftRock. Una recente estensione del software sviluppato da Simon con l'aiuto di IW1QLH dovrebbe consentire di ascoltare online i ricevitori collegati (tutti visualizzato su una mappa di Google) utilizzando una applet Java che include anche un minimo di controllo sulle frequenze ricevute (con il client di SDR-Radio il controllo è più esteso e l'interfaccia comprende il waterfall spettrografico del segnale ricevuto). Sto scrivendo al condizionale perché ho provato a schiacciare sui pulsanti "Listen online" del network SDR-Radio sul mio Mac ma non ho avuto successo.
Un'altra rete di ricevitori SDR controllabili remotamente senza dover installare alcun programma è quella di WebSDR.org, realizzata con il software di Piet De Boer PA3FWM.

29 gennaio 2011

Risorgimento e Sionismo, audio della conferenza


Francesco Zoppi ha voluto condividere con i lettori di Radiopassioni l'audio della conferenza su Risorgimento e Sionismo che la Fondazione del Corriere della Sera ha organizzato il 26 gennaio 2011 a Milano (anche la fotografia è di Francesco). E' un contributo speciale per riflettere, per una volta, non solo sulla Giornata della Memoria, ma anche sulla nostra storia nazionale, profondamente intrecciata con quella dell'ebraismo della Diaspora.
Purtroppo le vicende che hanno caratterizzato la prima parte del XX hanno forse irrimediabilmente compromesso la necessità di riflettere profondamente, di metabolizzare nel profondo il Risorgimento italiano, la prima e occasione che come entità semplicemente geografica abbiamo avuto per costruire una nazione. La seconda occasione è stata l'Assemblea costituente, ma la mia sensazione è che a dispetto degli ottimi risultati di entrambe, i loro semi non sono riusciti a germogliare del tutto.
E oggi sembriamo molto più propensi a sradicare le poche piante robuste che ne sono nate piuttosto che cercare di rinselvire il bosco. Vi anticipo tra l'altro che in occasione del 150esimo dell'Unità di Italia anche il Centro Culturale Protestante di Milano di cui faccio parte organizzerà degli incontri sul tema delle relazioni tra Risorgimento e minoranze religiose (la libertà di culto sancita dalle Lettere Patenti albertine il 17 febbraio del 1848 rappresenta un momento determinante nella lotta risorgimentale). Ci sarà modo di ritornare sulla questione per condividere l'audio delle future conferenze.
Potete scaricare il file zippato preparato da Francesco a questo indirizzo di Mediafire. Oppure potete fare riferimento allo stesso file custodito sul solito archivio di RP. Grazie a Francesco per questo regalo intelligente e sensibile.

L'ultima radionovela per lo zio di Ruby

Questa breve registrazione su 9305 kHz è una radionovela in arabo trasmessa dalla radio nazionale egiziana ERTU verso le due del mattino. E' l'unico segnale udibile in queste ore drammatiche, a parte forse quello scarsamente modulato e quindi inservibile di 6270 kHz. Uno dei pochi non televisivi a uscire dalla nazione in stato d'assedio dopo la metodica chiusura di tutti i domini Internet a partire dalla tarda serata del 27 gennaio. Un gesto perentorio che non ha esempio nella storia della rete e che rende complicato il lavoro di chi sorveglia le moderne rivoluzioni via Twitter. La guardia presidenziale circonda i palazzi della radiotelevisione al Cairo, ma i 9305 dovrebbero essere dalla località di Abis. La sensazione, guardando a tutto il Nord Africa che rischia di prendere fuoco è stranissima. Mubarak ha parlato alla radio poche ore fa, promettendo di cambiare l'intero governo, ma le folle che si riversano nella strade esigono che se ne vada prima lui, dopo tre decenni di dominio praticamente assoluto, la cui apparente bonomia non può nascondere gli abominevoli tratti della tirannia.
Fa uno strano effetto ascoltare la radionovela diffusa meccanicamente, perchè questo era il nastro che i programmisti avevano sottomano, mentre gli schermi di Al Jazeera mostrano il dramma della rivolta. Un effetto ancora più estraniante per gli inevitabili collegamenti con la vergogna di un abuso di potere tutto centrato - ironia della sorte - su una prostituta minorenne fatta passare a un certo punto per nipote di Mubarak. Le strade del Cairo si apprestano a cacciare lo zio o il nonno, ma noi ci ostiniamo ad ascoltare le telenovelas di un tiranno forse meno sanguinario, ma di gran lunga meno dignitoso.

video

Ecco la griglia completa della programmazione in onde corte dall'Egitto, anche se in queste ore molte di queste frequenze sono silenti.

EGYPT ERU Radio Cairo B-10 schedule

6225 1800 1900 28 ABZ 250 315 -15 218 Ita

6270 0045 0330 7-9 ABZ 250 315 -15 218 Spa,Eng
6270 1600 1800 40 ABZ 250 90 0 218 Urd
6270 1800 1900 28 ABZ 250 315 -15 218 Ita alt 5770
6270 1900 2245 27,28 ABZ 250 330 0 218 FrEnGe alt 5770

6290 1900 0700 8,9,27,28 ABS 250 315 0 216 Ara

6860 2000 2200 55,59 ABZ 250 110 20 218 Ara

9250 1700 2300 47E,48W ABZ 250 180 30 218 Ara
9250 2330 0045 13S,14,15 ABS 250 241 0 218 Ara

9280 1700 1900 29,39N ABS 250 5 0 146 Tur
9280 1900 2000 29 ABS 250 5 0 146 Rus
9280 2030 2230 46,47 ABS 250 241 0 218 Fre

9295 1900 0030 48,53 ABZ 100 160 0 146 Ara

9305 1900 0700 8,9,27,28 ABS 250 315 0 216 Ara

9315 0045 0330 7-9 ABZ 250 315 -15 218 Spa,Eng alternate

9745 0400 0600 48S,53 ABZ 250 170 0 218 Saw

9855 2000 2200 55,59 ABZ 250 110 20 218 Ara

9900 2215 0200 13,15 ABZ 250 245 -25 218 PorAr

9915 0045 0200 10,11 ABS 250 282 0 218 spa

9940 1845 2000 46 ABZ 200 245 0 218 Ful
9940 2215 0200 13,15 ABZ 250 245 -25 218 PorArSp alternate

9990 1800 2100 46,47NW ABS 250 241 0 218 Hau,Ar

11510 1900 2030 46,47,52 ABZ 250 250 0 800 Eng

11540 1900 0030 48,53 ABZ 100 160 0 146 Ara

11555 1845 2000 46 ABZ 200 245 0 218 Ful alternate

11590 2300 0430 6,7 ABZ 250 330 0 218 Ara,En (English 2300-2430)

11740 0400 0600 48S,53 ABZ 250 170 0 218 Saw

11750 1500 1600 30 ABZ 250 50 0 218 Ozbaki

11760 2215 0200 13,15 ABZ 250 245 -25 218 Por

12170 1600 1800 47,52,57 ABZ 150 195 0 800 Eng

13580 1500 1600 27,28 ABZ 250 330 0 218 Alb

13745 0400 0600 48S,53 ABZ 250 170 0 218 Saw alternate

15040 1330 1530 30S,40N ABZ 100 70 0 146 Per

15060 1015 1215 39,41,49,54ABZ 250 90 0 218 Ara

15065 1300 1600 40NE ABZ 250 70 0 218 DaPaDa

15080 1300 1600 46,47,52 ABS 250 241 0 219 Ara

15160 1500 1600 30 ABZ 250 50 0 218 Ozbaki alternate

15285 1600 1900 48,53 ABZ 100 160 0 146 AfSomAm

15290 1900 2030 46,47,52 ABZ 250 250 0 800 Eng alternate

15345 1600 1800 47,52,57 ABZ 150 195 0 800 Eng alternate

15710 1230 1400 49,54 ABS 250 106 0 218 Indones

15780 1500 1600 30 ABZ 250 50 0 218 Ozbaki

15800 0700 1100 46,47 ABZ 100 250 0 211 Ara

17495 1300 1600 46,47,52 ABS 250 241 0 219 Ara

17510 0700 1100 46,47 ABZ 100 250 0 211 Ara

17550 1300 1600 40NE ABZ 250 70 0 218 Pashto alternate

17580 1230 1400 49,54 ABS 250 106 0 218 Ind

17810 1530 1730 48S,53 ABZ 250 170 0 146 Saw

17870 1215 1330 41,49 ABZ 250 90 0 218 Eng

21480 1015 1215 39,41,49,54ABZ 250 90 0 218 Ara

Quella di ieri è stata una giornata nera anche per Internet in Egitto. Come dimostra questa analisi, tutte le principali dorsali internazionali sono state chiuse a partire dalle 22.30 UTC del 27, portando a una esclusione di oltre il 90% dei domini egiziani. Ora però il sito della radiotelevisione, ERTU, risulta normalmente accessibile.

27 gennaio 2011

Pesanti tagli al BBC World Service, onde corte quasi off


Mezzo migliaio di posti di lavoro tagliati. Cinque servizi (e lingue) chiusi: albanese, macedone, serbo, portoghese per l'Africa, inglese per i Caraibi. Altri sette servizi tra cui il vietnamita o il mandarino (ma il cantonese rimane) chiudono le emissioni radiofoniche per focalizzarsi su tv, mobile (mobile?) e online (a parte il russo che via Internet verrà diffuso in audio)… Spegnimento delle onde medie (gli storici 648 kHz per l'Europa occidentale finiscono a marzo) e drammatica riduzione delle onde corte che spegneranno tra marzo 2011 e 2014. Dovrebbe restare qualcosa in somalo e burmese, a parte le emissioni in inglese che però già oggi non sono più rivolte verso l'Europa.
Noi appassionati di ascolto internazionale, sulle onde corte, della radio ce lo aspettavamo ma la prima impressione dopo il comunicato stampa relativo alle misure di contenimento dei costi per il BBC World Service è quella di un servizio avviato al totale smantellamento. Certamente è finito un modello che ha retto per circa mezzo secolo. Le antenne dei servizi in onde corte delle grandi democrazie occidentali e più in generale delle potenze mondiali e regionali rappresentavano un'intera strategia diplomatica, erano la voce ufficiale e multilingue delle grandi amministrazioni, facevano informazione e promozione turistica, promuovevano l'export. Nei lunghi anni della Guerra Fredda molte di queste antenne svolgevano un ruolo fondamentale di supplenza, andavano a riempire vuoti di informazione e critica interna, cercavano - come si dice oggi - di esportare democrazia, ma per davvero. E a parte qualche eccesso retorico non lasciavano sul terreno una sola vittima.
Oggi per fare le stesse cose ci sono altri modi, c'è Internet, c'è la televisione satellitare, i ripetitori locali in FM. Personalmente dubito che l'insieme di queste alternative consentano gli stessi livelli di efficienza rispetto a una intelligente rete di ripetitori in onde corte di media potenza sparsi per il globo, magari associati all'uso di efficienti ed economicissimi ricevitori di concezione moderna. Ma la mia idea non è condivisa dagli amministratori che hanno deciso il taglio di risorse al BBC World Service, destinato a partire dal 2014 a sopravvivere solo con le provvigioni ricavate dal canone televisivo e privato quindi del budget sostanzioso che arrivava dal Foreign Office. Se la radio non serve più per fare diplomazia, dev'essere stato il ragionamento, tanto vale spegnerla. Ma spegnere la radio non è anche un po' oscurare una parte del nostro e dell'altrui cervello?
World Service changes
26 January 2011

The BBC is today announcing large scale and significant changes to BBC World Service. These changes have been fully considered and approved by the BBC Trust.
As part of the new licence fee settlement agreed with the Government last autumn, the World Service will be funded from the licence fee from 2014. This was agreed on the basis that there are valuable synergies between the World Service and the rest of the BBC and the fact that it helps to deliver the BBC's public purposes.
In the period up to 2014 the World Service continues to be funded by the Government through a grant from the Foreign and Commonwealth Office. Today's announcement reflects the financial settlement reached with the Government as part of the recent Comprehensive Spending Review, which sees the level of Government funding available for the World Service reduced by 16 per cent. The revised strategy for the World Service will see the closure of five language services and changes to many parts of the World Service's operation. The Trust believes that, although difficult, these changes are necessary in light of the funding situation.
Under the terms of the Agreement that the BBC has with the Government, the closure of the language services was jointly approved by the BBC Trust and the Foreign Secretary. Exceptionally the BBC Trust has agreed to release a limited amount of licence fee funding over the next two years to meet the restructuring costs that will help ensure a smooth transition over to the BBC in 2014. This will require a change to the BBC Agreement and the Trust is now working with the Government to bring this into effect.
BBC Trust Chairman Sir Michael Lyons said:
"Today is a difficult day for the World Service, which we want to ensure continues to be the most authoritative, quality broadcaster of news and information around the world. But we have no choice other than to live within the reduced Government grant. Our aim is to help the World Service continue to support the BBC's international role by ensuring it adapts to the changing needs of its audience within a more constrained public spending environment. As part of that the Trust has approved the closure of five language services."

BBC World Service cuts language services and radio broadcasts to meet tough Spending Review settlement
Date: 26.01.2011

BBC World Service gave details of its response to a cut to its Grant-in-Aid funding from the UK's Foreign & Commonwealth Office today.

BBC World Service is to carry out a fundamental restructure in order to meet the 16 per cent savings target required by the Government's Spending Review of 20 October last year.
To ensure the 16 per cent target is achieved and other unavoidable cost increases are met BBC World Service is announcing cash savings of 20 per cent over the next three years. This amounts to an annual saving of £46m by April 2014, when Grant-in-Aid funding comes to an end as BBC World Service transfers to television licence fee funding, agreed as part of the domestic BBC's licence fee settlement announced on the same day.
In the first year, starting in April 2011, the international broadcaster will be making savings of £19m on this year's operating expenditure of £236.7m (2010/11).

The changes include:
  • five full language service closures;
  • the end of radio programmes in seven languages, focusing those services on online and new media content and distribution;
  • a phased reduction from most short wave and medium wave distribution of remaining radio services.
BBC Global News Director Peter Horrocks said: "This is a painful day for BBC World Service and the 180 million people around the world who rely on the BBC's global news services every week. We are making cuts in services that we would rather not be making. But the scale of the cut in BBC World Service's Grant-in-Aid funding is such that we couldn't cope with this by efficiencies alone.
"What won't change is the BBC's aim to continue to be the world's best known and most trusted provider of high quality impartial and editorially independent international news. We will continue to bring the BBC's expertise, perspectives and content to the largest worldwide audience, which will reflect well on Britain and its people."
BBC World Service also plans spending reductions and efficiencies across the board, targeted in particular in support areas where there will be average cuts of 33 per cent.
BBC World Service also expects to generate additional savings from the new ways of working after the move to the BBC's London headquarters at Broadcasting House in 2012, and also by the transfer of BBC World Service to television licence fee funding in April 2014.
Under these proposals 480 posts are expected to close over the next year.
By the time the BBC World Service moves in to the licence fee in 2014/15 we anticipate the number of proposed closures to reach 650. Some of these closures may be offset by new posts being created during this period.
It is expected that audiences will fall by more than 30 million from the current weekly audience of 180 million as a result of the changes this year.
The changes have been approved by the BBC Trust, the BBC Executive and, in relation to closure of services, The Secretary of State for Foreign and Commonwealth Affairs, William Hague, as he is required to do under the terms of the BBC's agreement with the Foreign and Commonwealth Office.

The changes in detail are:

Full language service closures
There will be the complete closure of five language services – Albanian, Macedonian, Portuguese for Africa and Serbian languages; as well as the English for the Caribbean regional service.

End of radio programming
BBC World Service will cease all radio programming – focusing instead, as appropriate, on online, mobile and television content and distribution – in the following languages: Azeri, Mandarin Chinese (note that Cantonese radio programming continues), Russian (save for some programmes which will be distributed online only), Spanish for Cuba, Turkish, Vietnamese, and Ukrainian.

Reductions in short wave and medium wave radio distribution
There will be a phased reduction in medium wave and short wave throughout the period.
English language short wave and medium wave broadcasts to Russia and the Former Soviet Union are planned to end in March 2011. The 648 medium wave service covering Western Europe and south-east England will end in March 2011. Listeners in the UK can continue to listen on DAB, digital television and online. Those in Europe can continue to listen online or direct to home free-to-air satellite via Hotbird and UK Astra. By March 2014, short wave broadcasts of the English service could be reduced to two hours per day in Africa and Asia.

BBC World Service will cease all short wave distribution of its radio content in March 2011 in: Hindi, Indonesian, Kyrgyz, Nepali, Swahili and the Great Lakes service (for Rwanda and Burundi). These radio services will continue to be available for audiences by other means of distribution such as FM radio (direct broadcasts and via partners); online; mobiles and other new media devices.

Short wave broadcasts in remaining languages other than English are expected to end by March 2014 with the exception of a small number of "lifeline" services such as Burmese and Somali.

English language programmes
There will be a new schedule for World Service English language programming – a focus on four daily news titles (BBC Newshour, BBC World Today, BBC World Briefing, and BBC World Have Your Say); and a new morning programme for Africa. There will be a new daily edition of From Our Own Correspondent; and an expansion of the interactive World Have Your Say programme.

There will be a reduction from seven to five daily pre-recorded "non-news" programmes on the English service. This includes the loss of one of the four weekly documentary strands. Some programmes will be shortened. Titles such as Politics UK, Europe Today, World Of Music, Something Understood, Letter From…, and Crossing Continents will all close. There will also be the loss of some correspondent posts.

Audience reduction
Audiences will fall by more than 30 million as a result of the changes announced on 26 January 2011. Investments in new services are planned in order to offset further net audience losses resulting from additional savings in the 2012-14 period.

Professional Services
There will be a substantial reduction in an already tight overhead budget. Teams in Finance, HR, Business Development, Strategy, Marketing and other administrative operations will face cuts averaging 33 per cent.

Job losses
Under these proposals 480 posts would be declared redundant; of these 26 posts are currently unfilled vacancies. BBC World Service is proposing to open 21 new posts. Therefore the net impact of these proposed changes could result in up to 433 posts being closed this financial year against a total staff number of 2400.

By the time the BBC World Service moves in to the licence fee in 2014/15 we anticipate the number of proposed closures to reach up to 650. Some of these closures may be offset by new posts being created during this period.

Notes
BBC World Service is currently an international multimedia broadcaster delivering 32 language and regional services, including: Albanian, Arabic, Azeri, Bengali, Burmese, Cantonese, English, English for Africa, English for the Caribbean, French for Africa, Hausa, Hindi, Indonesian, Kinyarwanda/Kirundi, Kyrgyz, Macedonian, Mandarin, Nepali, Pashto, Persian, Portuguese for Africa, Portuguese for Brazil, Russian, Serbian, Sinhala, Somali, Spanish for Latin America, Swahili, Tamil, Turkish, Ukrainian, Urdu, Uzbek, and Vietnamese.
It uses multiple platforms to reach its weekly audience of 180 million globally, including shortwave, AM, FM, digital satellite and cable channels. Its news sites, which received 7.5 million weekly visitors in November 2010, include audio and video content and offer opportunities to join the global debate. It has around 2,000 partner radio stations which take BBC content, and numerous partnerships supplying content to mobile phones and other wireless handheld devices. For more information, visit bbcworldservice.com. For a weekly alert about BBC World Service programmes, sign up for the BBC World Agenda e-guide at bbcworldservice.com/eguide.
BBC World Service is part of BBC Global News. BBC Global News brings together BBC World Service – funded by Grant-in-Aid by the UK Government; the commercially funded BBC World News television channel and the BBC's international facing online news services in English; BBC Monitoring – which is funded by stakeholders led by the Cabinet Office, and a range of public and private clients; and BBC World Service Trust – the BBC's international development charity which uses donor funding. No licence fee funds are currently used in any of these operations.

BBC World Service Press Office

25 gennaio 2011

BBC Online taglia e toglie la radio a iPlayer


Se ancora non si sa nulla sulle nuove strategie Web di Mamma RAI né sui progetti di reintegrazione del suo spin-off digitale RAI Net, la stampa britannica dà ampio spazio al piano di revisione della strategia online della BBC. Dopo l'annuncio di una spietata politica di riduzione dei costi, in questi giorni i tagli sono stati esplicitati. Finanziamenti tagliati di un quarto e 360 posti di lavoro eliminati da qui a due o tre anni. La presenza online della BBC viene riorganizzata in dieci prodotti suddivisi in cinque aree generali.
Moltissime, circa 200, le sezioni del sito che verranno chiuse (secondo Wired sparirà anche la leggendaria Hitchhiker's Guide to the Galaxy ideata dal compianto Douglas Adams).
Ma la parte che ci interessa maggiormente riguarda iPlayer, il programma che consente di accedere via Web, in streaming e on demand, all'intera offerta televisiva e radiofonica della Beeb. Marketing Week riprende le ultime dichiarazioni del direttore Future media and technology, Erik Huggers (ultime perché Huggers oggi lascia la BBC per approdare alla divisione Digital Home di Intel) e annuncia che iPlayer si focalizzerà sulla televisione, perdendo i programmi di BBC Radio. Una intervista audio a Huggers è stata pubblicata su uno dei blog del Financial Times, il Tech Hub. Il piano strategico della BBC Online appena approvato dal BBC Trust è disponibile in pdf a questo indirizzo.
Gli sforzi si concentreranno piuttosto sulla joint venture con il mondo della radio commerciale per il lancio del Radioplayer, un progetto di cui ho parlato già diverse volte. Qui di seguito potete seguire l'intervista di Jonathan Mark, di Critical Distance, noto consulente mediatico internazionale a Michael Hill, responsabile dell'aggregatore Radioplayer, la cui ambizione è raccogliere *tutti* gli stream delle emittenti britanniche, dalla BBC alle più piccole locali, offrendo anche una guida alla programmazione. Il lancio ufficiale era previsto in queste settimane, forse le notizie su iPlayer faranno da stimolo.

24 gennaio 2011

Agcom: Web radio no profit non necessitano permessi

Finalmente un po' di chiarezza da parte di Agcom sulla questione dei regolamenti del decreto Romani, quello che armonizza in Italia la normativa sui media audiovisivi digitali europei. Con un notevole balzo in avanti semplificativo (che riguarda anche l'interfaccia utente di un sito Web ampiamente rinnovato), il garante delle Comunicazioni pubblica anche una utilissima FAQ. Ecco le risposte relative all'esercizio di una Web radio:

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, sulla base delle competenze ad essa assegnate dal decreto legislativo n. 44 del 2010 (cosiddetto “decreto Romani”, di seguito il Decreto), ha approvato due Regolamenti concernenti rispettivamente la prestazione di servizi di media audiovisivi lineari o radiofonici su altri mezzi di comunicazione elettronica (in sostanza web-TV, IPTV e mobile TV), nonché la fornitura di servizi di media audiovisivi a richiesta.
La disciplina adottata è di derivazione comunitaria. Il Decreto, infatti, ispirandosi alle definizioni e ai criteri contenuti nella Direttiva europea 2007/65/CE, ora 2010/13/UE, e tenendo conto degli sviluppi tecnologici e dei cambiamenti avvenuti nel settore audiovisivo, stabilisce di applicare un complesso minimo di norme coordinate a tutti i servizi di media audiovisivi lineari o radiofonici su altri mezzi di comunicazione elettronica (art. 21, comma 1-bis, del Decreto) o a richiesta (art. 22-bis del Decreto).
Al fine di rendere più agevole la lettura di alcune delle novità introdotte dalla disciplina, l’Autorità ha predisposto un elenco di F.A.Q. le cui risposte hanno lo scopo di chiarire l’interpretazione delle disposizioni contenute nei regolamenti.

6) Sono una micro web-tv/web-radio, devo chiedere l’autorizzazione?
No. L’Autorità ha circoscritto il campo di applicazione del regolamento solo ai professionisti che sono effettivamente provvisti di capacità competitiva, cioè ai soggetti che hanno una soglia minima di ricavi annui derivanti da attività tipicamente radiotelevisive (pubblicità, televendite, sponsorizzazioni, contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati, provvidenze pubbliche e da offerte televisive a pagamento) superiore a 100.000 euro.
7) Quali sono i ricavi indicati per la soglia di esenzione?
I ricavi a cui fare riferimento sono quelli derivanti da c.d. attività tipiche, ovvero pubblicità, televendite, sponsorizzazioni, contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati, provvidenze pubbliche e da offerte televisive a pagamento. Da tali ricavi vanno naturalmente esclusi quelli derivanti da servizi diversi da quelli televisivi quali, ad esempio, quelli di hosting, che dunque non vanno computati ai fini della determinazione della soglia di esenzione. Considerando lo schema di conto economico di cui all’art. 2425 del codice civile, si tratta della voce A1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni).

10) Se non devo chiedere l’autorizzazione, posso trasmettere?
Sì. Su chi non rientra nel campo di applicazione dei regolamenti, non incombono né obblighi né divieti in base al Decreto.

13) Quanto e come devo pagare per l’autorizzazione?
I contributi di istruttoria previsti per la prestazione di servizi lineari e a richiesta sono dovuti solo da parte di chi richiede l’autorizzazione. Tutti gli altri soggetti non devono versare contributi. Essi ammontano, rispettivamente, a 500 euro per la televisione e 250 euro per la radio da corrispondere una tantum. Non sono previsti canoni annuali.

14) Se sono una pubblica amministrazione, posso gestire una web-tv/web-radio?
Sebbene il Testo unico preveda che le amministrazioni pubbliche, gli enti pubblici, anche economici, le società a prevalente partecipazione pubblica e le aziende ed istituti di credito non possono, né direttamente né indirettamente, essere titolari di titoli abilitativi per lo svolgimento delle attività di web-tv/web-radio o di video a richiesta, sono chiaramente fatte salve le web tv/web-radio che svolgono le attività di informazione e di comunicazione istituzionale di cui alla legge n. 150/2000 e quanto previsto dal Codice dell’amministrazione digitale in merito all’utilizzo delle nuove tecnologie.

20) Sono una radio a richiesta, devo chiedere l’autorizzazione?
No. Mentre la direttiva disciplina solo i servizi audiovisivi, il decreto di recepimento si è limitato a fare riferimento alle radio lineari trasmesse sul web, mentre non reca alcuna disciplina per quelle a richiesta.

21) I regolamenti si applicano ai siti che diffondono contenuti generati dagli utenti (cd. UGC)?
No. Le delibere dell’Autorità, in piena aderenza con i principi stabiliti dalla direttiva e dal decreto, ne hanno esplicitamente previsto l’esclusione dal campo di applicazione dei regolamenti, tranne nel caso in cui sussistano, congiuntamente, due condizioni in capo ai soggetti aggregatori: sia la responsabilità editoriale, in qualsiasi modo esercitata, sia uno sfruttamento economico. Mentre lo sfruttamento economico è facilmente individuabile, affinché si determini la responsabilità editoriale, sono invece richiesti due elementi concorrenti: l’esercizio di un controllo effettivo sia sulla selezione dei programmi, ivi inclusi i programmi-dati, sia sulla loro organizzazione in un palinsesto cronologico, nel caso delle radiodiffusioni televisive o radiofoniche, o in un catalogo nel caso dei servizi a richiesta.
Pertanto, i siti che non selezionano ex ante i contenuti generati dagli utenti, ma effettuano una mera classificazione dei contenuti stessi, non rientrano nel campo di applicazione della norma.

Lingo iRis per iPhone, la batteria extra con FM/DAB!

I più nomadi tra gli utenti di iPhone finiscono spesso per acquistare una batteria supplementare che estende la normale autonomia del loro smartphone. Grazie a Lingo il "battery pack" funge anche da ricevitore FM/DAB. Lo sviluppatore - credo taiwanese - che avrebbe già annunciato in passato accessori per abilitare alla ricezione DAB gli smartphone e le tavolette Apple (non so con quale reale impatto sul mercato), ora starebbe per lanciare un prodotto chiamato iRis. L'aspetto è quello di una custodia per iPhone 4 un po' più spessa del solito. Sul dorso, oltre alla batteria, iRis integra i circuiti per la ricezione dei programmi radiofonici FM/DAB e include l'inevitabile app per il controllo della sintonia. iRis supporta anche la funzione slideshow prevista per il DAB. Il costo sembra piuttosto interessante: 80 dollari. Sembra che il target di riferimento sia il mercato europeo, la pagina Web raggiungibile fin d'ora riporta un numero telefonico britannico. Le prime recensioni del prodotto sono già apparse su alcuni siti specializzati, ma non ci sono molte specifiche tecniche. Soprattutto non è dato sapere se i lDAB di iRis è in versione "+" o no.

Audition, finalmente anche su Mac il re dei tool audio

E' stato per anni un software di riferimento nel mondo delle produzioni audio e degli studi di registrazione. CoolEdit era stato sviluppato da due transfughi di Microsoft e Windows è stato il suo ambiente di riferimento, anche dopo la acquisizione di Syntrillium da parte di Adobe. Anche quando CoolEdit è diventato Audition, a lungo la versione Windows è rimasta l'unica disponibile. "A grande richiesta", come si legge sul sito Adobe, ora dalla quarta release Audition è disponibile anche per Mac, in una versione beta che sta raccogliendo critiche molto positive. Audition è uno studio di registrazione, editing e mixaggio multitraccia molto utilizzato anche nel mondo radiofonico. Il prezzo della versione definitiva non è ancora fissato ma Audition 3 per Windows costa più di 300 dollari.


IFPI Digital Music Report, un manuale di nuova radio

L'edizione 2011 del Digital Music Report della IFPI, la federazione mondiale delle case discografiche è anche un libro di testo di nuova radio. Se è vero che il mezzo radiofonico è stato ed è ancora molto legato all'industria musicale e continua a svolgere un ruolo molto importante nelle diffusione e promozione di brani e gruppi, l'economia della musica digitale - sia essa scaricata o ascoltata in streaming - in questi anni ha raggiunto un volume di tutto rispetto. Nel 2010 secondo IFPI sono stati spesi 4,6 miliardi di dollari, il 29% del fatturato delle case discografiche. In Italia secondo la FIMI si sono contati 12 milioni di download legali, il 12% in più dell'anno precedente.
IFPI nel suo report censisce oltre 400 piattaforme per l'ascolto, la discussione e il download della musica digitale. Ci sono nomi celebri come Pandora, Slacker o Spotify, ma anche tanti esempi di iniziative italiane, inclusa l'ultima in ordine di arrivo: Fastweb Music, un servizio realizzato da Fastweb insieme a Dada (6 euro al mese per ascoltare tutta la musica che si vuole in streaming e scaricare 15 brani al mese). Nel complesso questi servizi "mettono in onda" 13 milioni di brani. Nel 2010 il brano più scaricato, quasi 13 milioni di download, è stato Tik Tok di Ke$ha (non lo conoscevo e me lo sono cercato, mi sembra una pessima rivisitazione delle varie Lady Gaga). Tutti questi servizi si distinguono per una caratteristica di base: l'utente può ascoltare i brani in streaming e spesso può scaricare questi brani sul suo computer e sui suoi lettori mp3. Il più delle volte può commentare, condividere le segnalazioni con gli amici e in molti casi può contribuire a creare classifiche di popolarità con il suo voto, o allestire veri e propri canali musicali personalizzati che gli altri membri della community possono ascoltare sottoforma di Web radio, sempre più spesso attraverso il telefonino (IFPI calcola che gli operatori di telefonia cellulare in Europa hanno ricavato 78 milioni di dollari grazie allo streaming musicale).
Stiamo parlando di vere stazioni radio? Difficile dire. In senso stretto è musica, voce, sonoro, quello che per anni abbiamo ascoltato via etere. Il ruolo dei deejay e dei commenti, dei cantanti, dei critici, del pubblico, è stato modificato/sostituito dalla componente social di servizi come Pandora o Last.fm. E' un misto di radio vecchia (anche se molto, molto specializzata) e radio nuova, il tutto ispirato a una quasi esclusiva vocazione musicale, se escludiamo i contenuti complementari, dai commenti scritti agli interventi audio sui canali in streaming. Dal punto di vista dell'industria discografica è un fenomeno che rappresenta una forte disintermediazione rispetto al vecchio ruolo degli editori radiofonici. I siti della musica digitale sono per il momento una delle (poche) soluzioni legali per il commercio dei contenuti liberati dalla fisicità dei dischi. Non a caso una buona parte del Report è focalizzato sul problema della pirateria, anche se diciamo la verità: la stima di 240 miliardi di dollari di mancato fatturato nella sola Europa per il periodo 2008-2015 mi pare esagerata.
Comunque sia è una lettura molto interessante ed è utilissima la directory finale, organizzata per singole nazioni, con tutti i servizi musicali online censiti e in alcuni casi descritti nel dettaglio da apposite schede. Potete scaricare l'IFPI Digital Music Report 2011 (gratis) da questo indirizzo.

SDR near-zero IF, tutte le soluzioni disponibili

Ken Hopper, N9VV ha stilato un elenco di dispositivi Software Defined Radio per la ricezione e la trasmissione, una trentina di apparecchi disponibili come kit per autocostruttori o già assemblati, spesso per poche decine di euro. Tutti utilizzano il principio della conversione a mediafrequenza "quasi zero" del cosiddetto campionamento in quadratura (QSD). Molti di questi ricevitori digitali sono dotato di componenti di sintesi del segnale (DDS) per consentire la sintonia in una determinata gamma di frequenze. La demodulazione dei segnali avviene direttamente sul computer, acquisendo la banda base analogica con la scheda audio (alcuni progetti prevedono la digitalizzazione di questo segnale, con conseguente immissione via porta USB di una media frequenza già pronta per gli algoritmi estrattivi SDR).


HAM SDR http://shop.ebay.com/kafa2500/m.html
SDR-Cube http://www.sdr-cube.com/ (Transceiver)
Crosscountry Radiohttp://www.crosscountryradio.co.uk/sdr_receiver.htm
Elektor http://www.elektor.com/magazines/2007/may/software-defined-radio.91527.lynkx
Fernempfangsradio II http://www.fernempfangsradio.de/start.html
Pappradio http://www.pappradio.de/typo3/ (Starsite)
FIFI http://o28.sischa.net/fifisdr/trac (German FIFI project)
LIMA transceiver http://www.darc.de/distrikte/l/02/sdr/ (LIMA Transceiver + 100W PA)
SDR-Widget lite http://www.yoyodyneconsulting.ca/pages/SDR-Widget-lite.html (Transceiver)
SoftRock http://www.kb9yig.com/
Genesis http://www.genesisradio.com.au/ (Transceiver)
QSDQSEB http://www.nt7v.com/index.html
Soft66 http://zao.jp/radio/soft66ad/ (Japan)
Lazydog Engineering http://www.lazydogengineering.com (Transceiver)
SDR-kits (PAOKLT VFO) http://www.sdr-kits.net/
SDR-Zero http://py2wm.qsl.br/SDR/SDRZero-2.html
TinySDR http://www.qrz.lt/ly1gp/SDR/
PMSDR http://www.rfsystem.it/shop/ (Transceiver)
CiaoRadio http://www.comsistel.com/Ciao%20Radio.htm
DiraBox http://www.nti-online.de/edirabox.htm
UHFSDR http://wb6dhw.com/For_Sale.html UHF SDR
SoftRock Ensemble http://www.wb5rvz.com/sdr/ensemble/ (Transceiver)
MDSR http://users.skynet.be/myspace/mdsr
PMSDR http://www.iw3aut.altervista.org/
MoBo 4.3 http://www.wb5rvz.com/sdr/mobo43/
FA-SDR http://www.dh1tw.de/fa-sdr-trx-funkamateur-allband-sdr (Transceiver)

Germania, definito il multiplex DAB+ nazionale

Dopo il contratto firmato con la società infrastrutturale Media Broadcast, un gruppo di sei editori radiofonici tedeschi ha avuto dalla Kommission für Zulassung und Aufsicht (ZAK) della Arbeitsgemeinschaft der Landesmedienanstalten (ALM) l'autorizzazione a operare sul multiplex DAB+ con copertura nazionale su tutto il territorio tedesco. La licenza dura dieci anni. La Commissione federale ha già avviato la procedura di concessione delle rimanenti licenze sul multiplex nazionale: c'è tempo fino al 31 gennaio per chiedere la concessione di uno spazio equivalente a tre programmi radiofonici. Le sei emittenti dovevano essere sette ma The Walt Disney Company (Germany) ha ritirato la sua candidatura.

Entspannungsradio GmbH (LoungeFM) (gruppo austriaco)
ERF Medien e.V. (ERF Radio) (gruppo elvetico)
MEDIA BROADCAST GmbH (Telemediendienste) (gruppo TDF Francia)
REGIOCAST DIGITAL GmbH (90elfDein Fußball-Radio; RemiX Radio; litera)

Oltre all'offerta commerciale il multiplex DAB+ nazionale tedesco ospiterà i tre programmi di Deutschlandradio, Deutschlandfunk, Deutschlandradio Kultur e D-Radio Wissen. E' la prima tappa di un piano di rilancio del DAB+ con cui i tedeschi cercano di rimediare al fallimento del primo progetto di radio digitale, giudicato eccessivamente oneroso dalla locale corte dei conti. L'accordo con Media Broadcast (la società nata in seno alla amministrazione postale tedesca, confluita in Deutsche Telekom, riorganizzata da quest'ultima prima in T-Systems, poi in T-Systems Media&Broadcast e infine ceduta ai francesi del gruppo TDF) era stato firmato lo scorso dicembre. In Germania, la struttura federale dell'emittenza pubblica prevede la creazione di multiplex DAB+ regionali per ciascun land. Su questi ultimi dovrebbero trovar posto anche le emittenti commerciali regionali.

NPR, un disegno di legge per tagliarne i fondi

La possibilità che i cordoni della borsa vengano stretti per l'emittenza pubblica americana (la televisiva PBS e la radiofonica NPR) è sempre più concreta ora che la nuova maggioranza repubblicana al Congresso ha messo nero su bianco la sua politica di tagli alle spese federali "inutili" con due disegni di legge H.R. 68 e 69 a firma del deputato repubblicano Doug Lamborn. La prima proposta riguarda i sussidi federali alla Corporation for Public Broadcasting, la "controllante" di NPR. La seconda riguarda in modo più specifico la rete di stazioni pubbliche, che negli Stati Uniti gode di molto favore da parte di determinate fasce di ascoltatori. L'onorevole Lamborn, un avvocato che ha studiato giornalismo e dice di apprezzare i programmi NPR, è convinto che i tagli proposti possono contribuire ad alleviare il peso dei 14 mila miliardi di dollari di debito pubblico. Un debito che la destra americana ritiene evidentemente fuori controllo ora che è stata approvata la riforma sanitaria di Obama (sul cui finanziamento è pronta a dare battaglia). In passato nessuno ha mai sollevato la minima obiezione su una spesa militare che nel 2010 ammontava a 680 miliardi di dollari destinati al Dipartimento della difesa e una somma variabile tra una stima di 319 e 654 miliardi in fondi esterni al Dipartimento. Bene che vada i contribuenti americani versano più di mille miliardi di dollari nelle casse dell'erario per raggiungere i successi militari dell'Iraq e dell'Afghanistan, ma i risparmi devono cominciare dai 430 milioni di dollari concessi alla CPB (sui documenti rilasciati da quest'ultima il bilancio provvisorio 2010 parla di 422 milioni). E' chiaro che la spesa militare ha molte positive ricadute sull'occupazione e la ricerca scientifica, a sua volta fonte di nuovo reddito nell'economia civile. Ma trovo insopportabile che la politica di destra si rifiuti di prendere in considerazione, negli Stati Uniti come altrove, il valore di una spesa pubblica rivolta alla produzione giornalistica, culturale, artistica, cinematografica, teatrale. Tante voci "intangibili" che hanno effetti enormi sulla qualità della vita, sulla nostra formazione interiore e civica. Condividere qualche briciola (430 milioni di oltre mille miliardi!) di quanto possediamo per realizzare, almeno qualche volta, delle cose belle e interessanti invece di imbracciare (per le cause più nobili di questo mondo) un fucile mitragliatore, è un segno di appartenenza a una comunità di persone, di amore nei confronti dell'altro.
Pubblico qui lo scambio indiretto che il blog The Hill ha ospitato tra Doug Lamborn e la NPR. Il rappresentante del Colorado sostiene che la NPR è perfettamente in grado di essere autonoma finanziariamente, con i soldi generati dalle donazioni, dalla pubblicità e da altre iniziative commerciali. Siamo sempre alle solite. Le "iniziative commerciali" trovano soldi quando chi ce li mette pensa di ricavarne un vantaggio. Per quanto sia ascoltata, NPR fa una programmazione di nicchia e rifiuta l'idea di "svendere" i suoi contenuti cercando di accontentare il maggior numero di persone. Tutte le statistiche di questa terra dicono che le persone più scolarizzate guadagnano e spendono di più, non si capisce quale debba essere la motivazione economica della spinta verso il basso della qualità dei nostri mezzi di comunicazione voluta con tutte le forze dalle politiche neoliberiste.
NPR: A good place to start cutting federal spending (Rep. Doug Lamborn)
By Rep. Doug Lamborn (R-Colo.)
01/12/11

Critics claim that Republicans haven’t been specific enough in our pledge to cut government spending. That is simply not true. The very first day of the new Congress, I reintroduced two bills to make specific cuts to our out-of-control federal spending. One bill, H.R. 68, would end all federal subsidies for the Corporation for Public Broadcasting (CPB), the parent organization of National Public Radio (NPR). My second bill, H.R. 69 more narrowly restricts federal tax dollars from going just to NPR. Both are examples of specific cuts Congress can make now to keep our unsustainable federal debt of more than $14 trillion from getting worse.
I have nothing against NPR, despite what appeared to be liberal bias in their mishandling of Juan Williams. What I oppose is subsidizing an organization that no longer provides, if it ever did, an essential government service. When the federal government is now borrowing more than 40 cents of every dollar it spends, no one can justify paying for services that are widely available in the private market.
This year, American taxpayers will subsidize the CPB to the tune of over $430 million. Getting the exact amount of money that NPR alone gets has proved very difficult. The Congressional Research Service, the fact-finding arm of Congress, has been looking into that. They have concluded that NPR’s various revenue streams are so convoluted, they look like “a spaghetti plate of funding.” In order to gain greater access to their budgets, I have called for a formal investigation of NPR by the Government Accountability Office.[…]
As I have stated many times, I am a fan of some NPR programs. I believe they are fully capable of standing on their own two feet and getting commercial sponsors in the free market. NPR claims that less than two percent of its total annual budget comes from the federal government. If that is true, NPR has no reason to worry that pulling federal funding will cripple them. […]
Rep. Lamborn represents Colorado’s Fifth Congressional District. This is his third term in Congress.

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NPR accuses Republican lawmaker of trying to control public radio stations
By Gautham Nagesh
01/11/11

NPR pushed back on Tuesday against a Republican lawmaker who is trying to cut off federal funding for public broadcasting, accusing him of trying to interfere with how the nation's local public radio stations report the news.
"Congressman Lamborn’s legislation is an intrusion into the programming decision-making of America’s public radio stations," said NPR in an e-mailed response. "His legislation will disrupt and weaken the free and universal public media system that serves 170 million Americans each month."
NPR also called the goal of Lamborn's legislation misguided and said it would insert the federal government into the news decisions of local stations, which are primarily staffed locally and cover the news relevant to their communities.
"It seems ironic that Congressman Lamborn who seeks to withdraw federal support for public radio wants federal legislators in turn to assert control over how local public radio stations can make use of programming funds," NPR added.
"This legislation would ultimately dictate the daily editorial schedules and news programs of nearly one thousand public radio stations across America."
Lamborn has said he enjoys much of NPR's programming but views it as "completely unnecessary in a world of 500-channel cable TV and cell phone internet access." He also pointed to the 26 percent increase in CPB funding over the past decade, to a total of $430 million annually.

22 gennaio 2011

Bielorussia, raid nelle emittenti e ritorsioni odiose

L'amore che secondo Berlusconi ("lo attestano i risultati elettorali", aveva detto nel 2009) il popolo bielorusso nutre nei confronti del suo illuminato leader Alyaksandr Lukashenka, è destinato a raggiungere vette di intensità mai viste ora che il magnanimo governante ha autorizzato i nonni di Danill - figlio del principale leader dell'opposizione e di una giornalista entrambi in carcere dal 19 dicembre - a custodire il nipote nel loro appartamento. Come si sa in Bielorussia, dove i servizi di sicurezza si chiamano ancora KGB, il clima non è particolarmente favorevole alla libertà di espressione. Evidentemente, come certificano le elezioni, il popolo non ha bisogno di certe libertà. Gran cosa, queste elezioni eh?
La storia di Danill, 3 anni, è a dir poco agghiacciante. Le proteste di piazza dello scorso dicembre a Minsk e in altre città bielorusse hanno scatenato una repressione durissima. Gli uffici di molte emittenti e giornali, inclusa la European Radio for Belarus (finanziata con fondi europei malgrado i rassicuranti incoraggiamenti del nostro Caro Leader al suo perfetto omologo Lukashenka), sono stati sottoposti a perquisizioni e sequestri. Andrej Sannikau (nella foto gettato a terra dalle forze antisommossa) - "colpevole" di aver guidato la maggiore lista elettorale ostile al partito dell'amore di Lukashenka - è stato arrestato insieme a Iryna Khalip, la moglie giornalista. Il loro figlioletto, che frequenta ancora l'asilo, era stato affidato alla madre di Iryna, Lyutsina. Ma le autorità hanno cercato in tutti i modi di strappare Danill alla famiglia, invocando addirittura i regolamenti che controllano in Bielorussia il meccanismo delle adozioni (quelle internazionali sono sempre state alla base di scandali e polemiche). Una faccenda schifosa, un rapimento di stato che è stato scongiurato solo in queste ore (lo riferisce il Daily Telegraph) proprio mentre l'amico Lukashenka ricambiava l'amore del suo popolo giurando alla cerimonia di insediamento.
E' inaccettabile che fatti del genere possano avvenire in Europa e del tutto inaccettabili sono le scellerate dichiarazioni di Berlusconi nel nome di una real politik a dir poco avventata. Purtroppo le condizioni che si sono venute a determinare in Bielorussia rischiano di essere favorite anche in Ungheria, dove la recente approvazione della nuova legge sui media ha sollevato una montagna di perplessità. L'Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione in Europa (OSCE) ha dato voce a queste preoccupazioni, pubblicando sul suo sito un dettagliato commentario alla normativa ungherese. Lo trovate qui.

SDR, Perseus remoto, NetSDR e evoluzione dell'I/Q

Le novità che riguardano le applicazioni radioamatoriali del Software Defined Radio, i dispositivi e kit per autocostruzione, gli applicativi software arrivano a ritmi praticamente quotidiani. Non passa giorno senza qualcosa di nuovo. La novità del momento è di queste ore e concerne la disponibilità del software di controllo/demodulazione del ricevitore Perseus: è la quarta versione del programma e incorpora finalmente la tecnologia di controllo remoto messa a punto da Nico Palermo. Da oggi il Perseus è nativamente controllabile via Internet e ci sono già diverse radio collegabili in UK, Germania e Italia. Il nuovo software può essere scaricato (ma naturalmente occorre avere un Perseus fisico) da questo indirizzo. Per seguire in modo geolocalizzato lo sviluppo del network dei Perseus attivati è stato creato questo mashup Google Maps:http://www.microtelecom.it/map/PerseusServers.html. Qui invece una ottima introduzione di Andrea Montefusco alla configurazione TCP/IP di Perseus.
Le novità però non si esauriscono qui. Il frontend "semplificato" (cioè non basato su conversione diretta ma su segnali QSD) della americana Lazydog, LD1-B rilasciato da poche settimane, ha già un upgrade interessante: un chip isolatore della porta USB di controllo che riduce ulteriormente la soglia del rumore di fondo. Ecco un link con un filmato che dimostra il notevole effetto ottenuto con il chip Analog Devices ADUM-4160: http://garage-shoppe.com/wordpress/?p=730. Anche con questo add-on il prezzo del LazyDog già assemblato resta sotto i 300 dollari, decisamente ragionevoli.
Questi frontend a basso costo sono indicati per chi vuole esplorare le potenzialità dell'SDR senza grossi investimenti, senza per questo rinunciare alle funzionalità che sono comunque di tutto rispetto. Uno dei problemi per chi utilizza i dispositivi di tipo "I/Q" è che in genere questi front end generano segnali in quadratura che devono essere acquisiti dal computer per la demodulazione software. Una operazione che richiede schede audio di ottima qualità e di larghezza di banda estesa. Di solito la componentistica standard dei pc non basta. Presto però il problema potrebbe essere del tutto superato essendo già piuttosto numerosi i progetti SDR che puntano all'integrazione tra front end I/Q e stadio di digitalizzazione della banda base ottenuta. Il flusso di bit della media frequenza digitale in questo modo può essere messa a disposizione del pc tramite porta USB. La disponibilità di chip ADC/DAC di eccellente qualità favorisce questi progetti (uno dei primi esempi commerciali è rappresentato dall'italiana CiaoRadio, un pioniere passato un po' in secondo piano) che dovrebbero dare un forte impulso all'impiego di ricevitori SDR anche con risorse informatiche più snelle.
Uno dei progetti di integrazione più interessanti, dopo SDR-widget arriva dalla Grecia a firma di Christos Nikolaou SV1EIA, autore di PowerSDR-IQ. Il kit chiama USB2SDR ed è stato pensato per rendere autonoma dalla scheda audio del computer la digitalizzazione dei segnali QSD/QSE (ricetrasmissione) del SoftRock Ensemble. USB2SDR integra una porta per microfono e diverse linee di I/O separate per altre funzioni di controllo. Gli interessati alle prenotazioni del kit possono rivolgersi a questo indirizzo del wiki creato dal designer di USB2SDR. A margine di questa notizia mi sembra decisamente opportuno segnalare che sono venuto a conoscenza del fatto che anche Martin Pertner, progettista del front end PMSDR, pensa di realizzare una versione Plus del suo ricevitore, integrandola con un downconverter per le frequenze VHF/UHF e una scheda audio incorporata.
Tornando infine nel campo dei ricevitori SDR a conversione diretta da cui siamo partiti, tra pochi giorni parte la commercializzazione di NetSDR di RFSpace, un concorrente di Perseus che viene interfacciato al computer attraverso la porta Ethernet. L'apparecchio copre da 10 kHz a 34 MHz e costa 1.500 dollari senza opzioni. Offre la possibilità di esplorare e registrare 1,6 MHz di banda, con ampie possibilità di remotizzazione dovute al supporto nativo dei protocolli IP.

NanoSail, un successo per il satellite tascabile NASA

Di breve durata ma molto positiva l'esperienza del microsatellite NanoSail-D, una scatola cilindrica di qualche decina di centimetri di lunghezza sganciata in orbita da un altro satellite, a sua volta lanciato nel novembre scorso da una base NASA dell'Alaska. L'obiettivo della missione consisteva nel dimostrare la possibilità di mettere in orbita nanosatelliti autonomi utilizzando microsatelliti FASTSAT-HSV (Fast Affordable Science and Technology Satellite - Huntsville). NanoSail, una delle sei missioni a bordo del FAST, doveva dispiegare una speciale vela solare di dieci metri di diametro, lungo quattro pali telescopici espulsi a crociera dal veicolo. Per altri dettagli sulle missioni orbitali basate su satelliti di piccole dimensioni, rapidi da costruire e a basso impatto sui detriti spaziali, seguite questo link.
Nelle ore previste per l'eiezione di NanoSail dal FAST, la NASA ha chiesto l'aiuto della comunità dei radioamatori per localizzare il satellite, equipaggiato con sistemi di comunicazioni UHF e S-Band, grazie al suo radiofaro su 437,27 MHz. Ecco il filmato della ricezione della telemetria del satellite effettuata dal radioamatore olandese PA3GUO Henk Hamoen. Per la ricezione è stato utilizzato un front end SDR FuneCube Dongle, a sua volta basato su un interessante chip per ricevitori DAB/DMB/DVB della Elonics, il software SDR Winrad. Per la telemetria potrebbe essere stato utilizzato il software di decodifica del radioamatore tedesco Mike Rupprecht, DK3WN, che sul NanoSail-D ha realizzato una bellissima pagina informativa.



Gli ultimi segnali da NanoSail-D (l'identificatore corretto è D2 perché una prima versione di NanoSail è andata perduta nel 2008 per un difetto del razzo vettore Falcon-1 usato per la missione FAST) sono arrivati ieri, dopo circa tre giorni di operazioni dal dispiegamento della vela. La batteria è andata esaurendosi rapidamente dopo l'accensione delle comunicazioni in S-Band.

EBU parla di radio e di multicasting

Un mese di marzo fitto di appuntamenti per la European Broadcasting Union. All'inizio del mese, dal 3 al 4 la sezione Radio dell'EBU organizza a Roma, presso la sede di Radio RAI, l'annuale Multimedia Meets Radio Conference. Questo il programma, visualizzabile in maggior dettaglio sul sito:
Day 1: 3 March 2011

10.00
Session 1: Re-use, recycle, re-broadcast

11.30
Session 2: Journalism and the crowd

14.00
Session 3: Bells, whistles and brands

16.00
Session 4: New homes for radio (radio e dispositivi non-radiofonici)

Day 2: 4 March 2011

09.30
Session 5: Meet the audience

10.30
Session 6: New media pitching session

Verso la fine del mese invece, dal 29 al 30 marzo, si tiene al quartier generale dell'EBU a Ginevra la Broadthinking Conference, evento incentrato sulla larga banda e le nuove modalità di trasporto di contenuti e servizi broadcast attraverso infrastrutture di rete. Avrò modo senz'altro di tornare sull'argomento ma intanto vi segnalo l'intervento dal titolo "IP Multicasting breakthrough: Automatic Multicast (AMT)", nella mattinata del 29. Si comincia finalmente a ragionare di come ottimizzare la diffusione punto-multipunto su reti normalmente utilizzate in modalità unicasting. Il multicasting su IP può sicuramente aprire la strada a modelli che avvicinano tra loro le infrastrutture broadband e broadcast e consentono di ridurre gli svantaggi delle prime sulle seconde. Suggerisco anche la lettura di un articolo recentemente pubblicato dalla EBU TechReview dove due consulenti Cisco, Thomas Kernen and Steve Simlo, discutono sul multicasting AMT, basato su UDP. Queste le loro conclusioni:
A global ubiquitous multicast service leads to the following:

  • The content owner no longer pays for bandwidth from multiple identical streams;
  • The multicast-enabled ISP no longer carries as much duplicate traffic;
  • The multicast-enabled ISP controls the replication of the content within its network and in the AMT Relay;
  • The unicast-only network absorbs the impact of the unicast streams.
Per maggiori informazioni tecniche su AMT e le definizione IETF: http://datatracker.ietf.org/doc/draft-ietf-mboned-auto-multicast/

17 gennaio 2011

Silicon Labs, "single on chip" car radio con DSP

Silicon Labs ha pubblicato le specifiche della nuova famiglia di tuner "single on chip" Si475x, espressamente rivolti al settore del car entertainment. Si tratta di una rivisitazione della famiglia Si473x ampiamente utilizzata nelle nuove radioline cinesi con media frequenza digitale "near-zero IF". La matrice dei prodotti, che in volume costano singolarmente da 8 dollari in su, comprende versioni con copertura AM/LW/SW/FM e decodifica di RDS.
Silicon Labs Expands Automotive Portfolio with Automotive-Grade AM/FM Tuners

High-Performance Si475x Car Radio Tuner ICs Optimized for Demanding Yet Cost-Sensitive Head Unit Designs

MUNICH, November 08, 2010 - Silicon Laboratories Inc, a leader in high-performance, analog-intensive, mixed-signal ICs, today introduced the industry’s most highly integrated car radio tuner IC family, incorporating the entire radio tuner solution from antenna input to audio output in a single CMOS IC and enabling the lowest system cost for the mid-range automotive radio market. Silicon Labs’ new automotive-grade Si475x AM/FM receiver family provides unrivaled performance for cost-sensitive automotive radio designs in the high-growth “BRIC” (Brazil, Russia, India and China) markets. Target applications include automotive OEM and aftermarket head units and radio tuner RF modules.
An ISO/TS-16949 certified company, Silicon Labs is a fast-growing automotive semiconductor supplier offering a wide range of mixed-signal IC products for the global automotive market. In addition to its popular automotive-grade AM/FM tuner portfolio, Silicon Labs offers AEC-Q100-qualified microcontrollers with CAN and LIN interfaces for body electronics applications; sub-GHz RF ICs for remote and passive keyless entry (RKE/PKE) and tire pressure monitoring systems (TPMS); capacitive touch sense MCUs and proximity sensors for infotainment systems, center stack control and automotive human-machine interface (HMI); and digital isolators, isolated gate drivers and current sensors for hybrid and electric vehicle battery management.
According to J.D. Power and Associates, “the center of the automotive universe” is shifting to rapidly growing BRIC economies such as Brazil, China, India and Southeast Asia where lower vehicle prices are creating demand for more cost-effective components. Automakers in developed markets including the U.S., Europe and Japan also are looking to optimize cost and performance.
Responding to these trends, Silicon Labs’ Si475x AM/FM radio ICs provide a cost-effective yet feature-rich and high-performance solution for the mid-grade automotive market. Industry-leading integration in a small 5 mm x 5 mm 32-pin QFN package eliminates the need for several costly external components, dropping the car radio tuner bill of materials by up to 50 percent and reducing the external component count by up to 70 percent. This high level of integration is achieved without sacrificing radio performance or functionality.
Silicon Labs’ Si475x tuner ICs support worldwide radio band requirements including AM, FM, FM radio data system (RDS), long wave (LW) and short wave (SW), giving car radio developers the flexibility to support a variety of global market requirements with a single design. The tuners incorporate Silicon Labs’ patented RDS decoding technology, offering RDS performance superior to any other FM RDS demodulator/decoder available.
The Si475x tuner ICs incorporate high-performance standard automotive features such as selectivity, sensitivity, linearity, impulse noise blanking, weak signal processing and dynamic bandwidth control for suppression of strong blockers. The superior linearity of the Si475x tuner’s integrated RF front end, combined with a high-performance on-chip radio DSP and microcontroller, delivers outstanding RF dynamic range and immunity to multi-path fading.
“The Si475x radio tuners are based on our patented digital low-IF architecture shipping worldwide in more than 800 million radios,” said James Stansberry, general manager of Silicon Labs’ broadcast audio products. “The Si475x ICs are designed to deliver automotive-grade performance and reliability while also providing the signature industry-leading integration and reduction in manufacturing costs that are the hallmark of Silicon Labs’ radio solutions.”

Pricing and Availability
The Si475x is the latest member of Silicon Labs’ growing family of automotive-grade radio tuners, which includes the Si474x tuner family for economy radio applications. Samples and production quantities of the Si475x car radio tuner ICs are available now. Pricing for the Si475x tuner ICs begins at $8.18 (USD) in 10,000-unit quantities. The Si4757LNA-A-EVB evaluation board is available to automotive customers for $450 (USD). For additional Si475x product information, please visit www.silabs.com/pr/automotive.