31 agosto 2011

Radio digitale protagonista IFA. Archos per esempio...


Cominciano ad affluire le novità che verranno presentate all'edizione 2011 dell'IFA di Berlino, il salone europeo dell'elettronica di consumo e degli elettrodomestici. La stampa mainstream non lo mette in eccessivo risalto ma il tema della radio digitale sarà prominente, considerando da un lato il fatto che la fiera apre i battenti a un mese dall'inaugurazione della nuova infrastruttura DAB+ tedesca, che sembra aver attizzato finalmente la voglia di adeguarsi da parte dei dell'industria dell'autoradio; dall'altro l'esplosione del fenomeno dei dispositivi e delle appliance "connessi", che non accenna ad arrestarsi (ma fuori dal ricco segmento degli smartphone, quali sono le reazioni degli acquirenti?).
Di radio digitale mi occuperò in modo più specifico in altri post, ma intanto ecco una prima segnalazione da Archos, che insieme ai soliti tablet/lettori multimediali, propone una interessante Internet-radiosveglia basata sul sistema operativo Android 2.2 Froyo, ARCHOS 35 Home Connect. Le funzioni radiofoniche sono gestite dall'applicazione TuneIn (trovo discutibile l'assenza del classico chip con radio FM integrata, standard negli smartphone e in molti altri dispositivi Android) e al suo database di 50 mila stazioni online. Inoltre Home Connect può navigare sul Web e fungere da terminale per videoconferenze. Prezzo suggerito, 149 dollari

ARCHOS 35 Home Connect, the most-advanced Android-based web radio

The ARCHOS 35 Home Connect is light, has an extra-long battery-life and fits perfectly in your hand. With two high-definition speakers specifically designed for improved bass, users will be amazed by the sound quality produced by such a small device.
With just a click on the touch-screen, users will be able to stream over 50,000 web radio stations or music using the pre-loaded TuneIn application.
The ARCHOS alarm clock application brings users weather, traffic and news from the moment they wake up and features multiple alarms. Users will also have access to thousand applications such as games for children.
With a video calling application, users will be able to video chat to stay in touch with family and friends. Additionally, the front facing webcam allows for baby monitoring and even room surveillance.

29 agosto 2011

Libia, la BBC spiega la "rivoluzione radiofonica"

Pochi minuti, ma una efficace lezione di giornalismo ben fatto, per niente embedded, capace di guardare dentro le notizie, di fornire un punto di vista autentico, vicino agli eventi e alle persone, reali, che ne sono protagoniste. Se questo blog fosse scritto in inglese potrei arrivare a pensare che la BBC ha ascoltato i miei suggerimenti: ieri Broadcasting House, il magazine domenicale di Radio 4, ha dedicato un piccolo spazio ai segnali captati dagli esperti del BBC Monitoring Services (in teoria quello che dovrebbero ridurre o sopprimere) dalle emittenti libiche conquistate dai ribelli e al repentino cambiamento che ha caratterizzato quelle ancora sotto il controllo governativo nella settimana che ha in pratica messo la parola fine al regime del colonnello Gheddafi. Una "altra rivoluzione", dice giustamente il presentatore del programma, che nessuno ha mai potuto vedere perché è avvenuta alla radio. Ci sono diverse registrazioni, le stesse che finora sono state messe in circolazione da noi DXer.

Bbcsulibia by lawendel

L'intera puntata di Broadcasting House si può scaricare dalla pagina dei podcast del programma.

Test DRM+ nell'FM a New Delhi: il report


Quello relativo alla sperimentazione effettuata nel maggio scorso a New Delhi in India, in banda FM, è il primo report sul sistema di modulazione digitale DRM+ redatto originariamente in lingua inglese. Finora le informazioni diffuse su un sistema numerico pensato per distribuire fino a quattro programmi diversi (e informazioni testuali html) in un canale che occupa appena 96 kHz di spettro in banda VHF-II sono state soprattutto in lingua tedesca (la tecnologia è fortemente legata al Fraunhofer Instute ed è stata sperimentata per la prima volta in Germania). Il report, rilasciato all'inizio di agosto dal consorzio che promuove il DRM si può scaricare qui.
Lettura come sempre amena, il DRM+ sembra robusto e in grado di convivere con i segnali analogici, almeno in spettri meglio regolamentati del nostro. Ma come sempre il vero limite è sul lato ricevente, è ancora troppo presto per parlare di ricevitori, fissi o portatili che siano, di classe commerciale.
A questo proposito il documento è comunque interessante perché le apparecchiature utilizzate dagli sperimentatori indiani, prodotte da RFMondial di Hannover, stimoleranno sicuramente la curiosità dei DXer e di alcuni dei miei lettori. In particolare il front end hardware a monte della demodulazione software defined è uno scatolotto - di cui ignoro l'eventuale disponibilità retail e il prezzo unitario - che acquisisce segnali analogici compresi tra 47 e 230 MHz e li rende disponibili, dopo uno stadio di sottoconversione numerica, attraverso una interfaccia USB standard. Le caratteristiche del dispositivo sono descritte in questa pagina e nella scheda in pdf.


Anche li libri (elettronici) hanno la loro colonna sonora

Una colossale americanata (tanto per non utilizzare la più colorita s-parola) o un'idea che potrebbe davvero accelerare il ritmo di adozione della lettura elettronica? Ai posteri l'ardua sentenza, tanto più che l'invenzione è stata partorita da una startup in parte neozelandese. Nell'attesa potete guardare questo breve filmato in cui è condensata l'idea di Booktrack, la colonna sonora del libro. Una tecnologia, spiega PSFK, che misura la velocità di lettura sul tablet utilizzato come e-reader (per ora il software è compatibile con la piattaforma iOS ma Android è in lista d'attesa) e mette in sincronia musiche ed effetti sonori con le situazioni lette sulla pagina. Immagino che per molti lettori "puri" sarà considerata una inaccettabile interferenza, ma ritengo anche che per un certo tipo di letteratura l'esperienza possa risultare divertente. In ogni caso c'è da pensare sugli effetti che la lettura elettronica finirà per avere sulla scrittura. Il cinema ha invaso i generi letterari inducendo molti autori a lavorare su sceneggiature più che su racconti. Nascerà una nuova generazione di scrittori-compositori capaci di barcamenarsi tra righe di testo e pentagrammi?


27 agosto 2011

Festival culturali 2011

Tra il limitare dell'estate e l'autunno fioccano le occasioni da festival culturali più appetitose dell'anno (salone librari torinese a parte). Ecco qui di seguito alcuni link utili per scaricare o consultare i programmi degli eventi principali, in genere seguiti soprattutto dal terzo programma radiofonico RAI e spesso direttamente presenti in rete con contenuti multimediali e podcast. L'evento radiofonico (e televisivo) per eccellenza è ovviamente il Prix Italia, ormai stabilmente organizzato a Torino.
Segnalo tra l'altro che l'editore Morellini proprio quest'anno ha pubblicato la prima edizione della guida Festival 2011 - Un anno di eventi culturali in Italia.

Parolario (Como, 1-11 settembre) calendario eventi

Festival della Mente (Sarzana 2-4 settembre), programma e audio interventi delle passate edizioni

Festival della letteratura (Mantova, 7-11 settembre), programma e mappa eventi

Babel, Festival della traduzione (Bellinzona, Svizzera Italiana, 15-18 settembre) programma e podcast passate edizioni

Festival della Filosofia (Modena, Carpi, Sassuolo, 16-18 settembre) anteprima programma

Programmi radiofonici in concorso al Prix Italia 2011 (Torino 18-23 settembre) e calendario eventi

Festival della Scienza (Genova, 21 ottobre-2 novembre) anteprima eventi


26 agosto 2011

Macchie solari osservate prima che diventino macchie

Da oggi la meteorologia del sole dispone di uno strumento in più per anticipare le macchie e le tempeste magnetiche che si verificano sul nostro astro. In uno spettacolare studio appena pubblicato su Science, i ricercatori di Stanford hanno applicato i principi dell'analisi acustica predittiva utilizzati sul nostro pianeta dai sismologi, per anticipare l'emergere delle macchie solari sulla superficie del sole. Le macchie sono gigantesche aree di intensa attività magnetica che si formano nelle profondità dell'astro ed emergono letteralmente, come sottomarini, per effetto della spinta di galleggiamento magnetico. Analizzando i dati della sonda SOHO e dell'osservatorio solare SDO, i dottorandi di Stanford sono riusciti ad "ascoltare graficamente" le onde acustiche generate nel sole dai mostruosi fenomeni di convezione e a individuare così, in profondità e con molto anticipo rispetto all'effettivo emergere in superficie, il magnetismo delle macchie.
Una volta emerse, alle macchie solari si associano fenomeni come brillamenti ed espulsioni di massa coronale, che possono determinare eventi dirompenti a terra: tempeste geomagnetiche, interferenze alle telecomunicazioni, blackout sulle reti di distribuzione dell'energia elettrica.
video

Sunspot Breakthrough

August 25, 2011: Imagine forecasting a hurricane in Miami weeks before the storm was even a swirl of clouds off the coast of Africa—or predicting a tornado in Kansas from the flutter of a butterfly's wing1 in Texas. These are the kind of forecasts meteorologists can only dream about.
Could the dream come true? A new study by Stanford researchers suggests that such forecasts may one day be possible—not on Earth, but on the sun.
"We have learned to detect sunspots before they are visible to the human eye," says Stathis Ilonidis, a PhD student at Stanford University. "This could lead to significant advances in space weather forecasting."
Sunspots are the "butterfly's wings" of solar storms. Visible to the human eye as dark blemishes on the solar disk, sunspots are the starting points of explosive flares and coronal mass ejections (CMEs) that sometimes hit our planet 93 million miles away. Consequences range from Northern Lights to radio blackouts to power outages.
Astronomers have been studying sunspots for more than 400 years, and they have pieced together their basic characteristics: Sunspots are planet-sized islands of magnetism that float in solar plasma. Although the details are still debated, researchers generally agree that sunspots are born deep inside the sun via the action of the sun’s inner magnetic dynamo. From there they bob to the top, carried upward by magnetic buoyancy; a sunspot emerging at the stellar surface is a bit like a submarine emerging from the ocean depths.
In the August 19th issue of Science, Ilonidis and co-workers Junwei Zhao and Alexander Kosovichev announced that they can see some sunspots while they are still submerged.
Their analysis technique is called "time-distance helioseismology2," and it is similar to an approach widely used in earthquake studies. Just as seismic waves traveling through the body of Earth reveal what is inside the planet, acoustic waves traveling through the body of the sun can reveal what is inside the star. Fortunately for helioseismologists, the sun has acoustic waves in abundance. The body of the sun is literally roaring with turbulent boiling motions. This sets the stage for early detection of sunspots.
"We can't actually hear these sounds across the gulf of space," explains Ilonidis, "but we can see the vibrations they make on the sun's surface." Instruments onboard two spacecraft, the venerable Solar and Heliospheric Observatory (SOHO) and the newer Solar Dynamics Observatory (SDO) constantly monitor the sun for acoustic activity.
Submerged sunspots have a detectable effect on the sun's inner acoustics—namely, sound waves travel faster through a sunspot than through the surrounding plasma. A big sunspot can leapfrog an acoustic wave by 12 to 16 seconds. "By measuring these time differences, we can find the hidden sunspot."
Ilonidis says the technique seems to be most sensitive to sunspots located about 60,000 km beneath the sun’s surface. The team isn't sure why that is "the magic distance," but it's a good distance because it gives them as much as two days advance notice that a spot is about to reach the surface.
"This is the first time anyone has been able to point to a blank patch of sun and say 'a sunspot is about to appear right there,'" says Ilonidis's thesis advisor Prof. Phil Scherrer of the Stanford Physics Department. "It's a big advance."
"There are limits to the technique," cautions Ilonidis. "We can say that a big sunspot is coming, but we cannot yet predict if a particular sunspot will produce an Earth-directed flare."
So far they have detected five emerging sunspots—four with SOHO and one with SDO. Of those five, two went on to produce X-class flares, the most powerful kind of solar explosion. This encourages the team to believe their technique can make a positive contribution to space weather forecasting. Because helioseismology is computationally intensive, regular monitoring of the whole sun is not yet possible—"we don’t have enough CPU cycles," says Ilonidis —but he believes it is just a matter of time before refinements in their algorithm allow routine detection of hidden sunspots.
The original research reported in this story may be found in Science magazine: "Detection of Emerging Sunspot Regions in the Solar Interior" by Ilonidis, Zhao and Kosovichev, 333 (6045): 993-996.

25 agosto 2011

IEEE 802.22, Internet negli spazi vuoti di radio e TV

Un paio di settimane fa, mentre ero afflitto dai miei problemi di scarsa copertura cellulare con Vodafone (l'altro giorno ho lasciato per dimenticanza che l'opzione Internet che avevo attivato sulla mia chiavetta wi-fi si rinnovasse automaticamente: il call center Vodafon mi ha restituito i soldi dopo che avevo fatto loro presente il disappunto per il disservizio patito), Giovanni De Simone mi ha inviato una mail per farmi partecipe dell'interesse con cui aveva letto la notizia dell'apertura del regolatore britannico OFCOM nei confronti dell'impiego di tecnologie di radio cognitiva in vista di un possibile avvio di servizi wireless Internet negli spazi vuoti della banda 88-108 MHz. «Successivamente, sono venuto a conoscenza del nuovo protocollo wi-fi 802.22 recentemente approvato dalla IEEE,» scrive Giovanni chiedendosi se non sia il caso di approfondire.
Sì è sicuramente il caso di approfondire, specie considerando che già nel 2009 mi era capitato di segnalare lo standard 802.22 in un post dedicato appunto alle prospettive future della radio cognitiva. L'ulteriore estensione di Internet "senza fili" appena normata dallo IEEE riguarda la implementazione di Wireless Regional Area Network, reti wi-fi regionali che garantiranno aree di copertura piuttosto estese, fino a 100 km dal trasmettitore, e velocità di 22 Mbps per canale. La caratteristica distintiva è che lo standard incorpora algoritmi di cognitive radio per l'impiego in porzioni di spettro non esclusive, tipicamente nei cosiddetti "white space" dello spettro televisivo VHF-UHF, gli spazi vuoti lasciati liberi dalla migrazione dalla tv analogica a quella numerica. Questa sua capacità viene giudicata fondamentale per offrire copertura wi-fi nelle zone rurali oggi penalizzate dal digital divide a causa dei costi troppo elevati di una infrastruttura fissa. In questa bella overview tecnica dello IEEE vengono chiaramente illustrati i vantaggi del nuovo sistema (vedi figura, dove PHY sta per "physical layer" e MAC per "media access control layer").
La notizia, letta in congiunzione con la proposta di OFCOM di tenere in considerazione anche l'uso di analoghe tecnologie nella banda 88-108, ci dice che molte cose possono cambiare nel modo di gestire l'assegnamento di una frequenza. Finora ci siamo basati su una rigida suddivisione dello spettro in tante finestre assegnate ciascuna a un determinato servizio o gruppi di servizi. Con l'arrivo di standard che accreditano "nativamente" l'uso di tecnologie cognitive, in questo rigido schema si introduce un elemento di dinamicità che andrà sicuramente a impattare sulle attuali rendite di posizione. L'etere diventa una risorsa più flessibile e proprio per questo dovremo introdurre anche meccanismi di mercato più competitivi. In futuro non sarà più così "naturale" che una stazione broadcast (o un altro tipo di servizio) debba utilizzare per forza una frequenza compresa in un determinato intervallo e l'assegnamento dei canali verrà fatto in base alle diverse situazioni locali, non rispondendo a un rigido criterio generalizzato ("qui trasmetto solo io e se non posso trasmettere tanto peggio per gli altri"). I titolari di licenza dovranno adeguarsi anch'essi.
Se dovessimo adattare questo discorso alla specificità italiana, l'introduzione di standard come l'802.22 potrebbe rappresentare una buona occasione per "darsi una regolata" proprio in vista di una probabile deregolamentazione. La nostra situazione nelle bande VHF-UHF non è certo ottimale. In banda VHF-II (gli 88-108) l'assoluta mancanza di reale pianificazione in un arco di addirittura 35 anni ha creato un contesto particolarmente ostile nei riguardi di modalità di gestione dinamica dello spettro. Dovremmo cercare di correggere la situazione, magari cercando di favorire una prima fase di migrazione verso il Digital Audio Broadcasting. Per quanto riguarda i "white spaces" nello spettro televisivo le cose vanno meglio sul piano della regolamentazione, ma dobbiamo ancora scontare un grave ritardo e gravi distorsioni su quello del valore economico della risorse spettrale. L'ultima fase del percorso di migrazione verso la tv digitale terrestre avviene in un clima smaccatamente a favore dei due soggetti che godono dello stato di incumbent: i due broadcaster nazionali RAI e Mediaset. Le regine del duopolio stanno ricevendo troppi regali senza dare niente in cambio. E la cosa danneggia tutti: i futuri servizi non-televisivi entranti, gli attuali concorrenti broadcast nazionali, regionali e locali costretti a nuotare - inutilmente appesantiti, tra l'altro - in uno stagno sempre più asfittico. E naturalmente le casse di uno Stato che di regalo in regalo restano molto più vuote di quello che potrebbero essere. Quanto ci metteremo, come cittadini ed elettori, ad aprire gli occhi sui disastri politici, culturali ed economici del berlusconiano conflitto di interessi?

IEEE 802.22 -2011 STANDARD FOR WIRELESS REGIONAL AREA NETWORKS IN TV WHITESPACES COMPLETED
PISCATAWAY, N.J., USA, 22 July 2011 – IEEE, the world's largest professional association advancing technology for humanity, today announced that it has published the IEEE 802.22 standard. IEEE 802.22 systems will provide broadband access to wide regional areas around the world and bring reliable and secure high-speed communications to under-served and un-served communities.
This new standard for Wireless Regional Area Networks (WRANs) takes advantage of the favorable transmission characteristics of the VHF and UHF TV bands to provide broadband wireless access over a large area up to 100 km from the transmitter. Each WRAN will deliver up to 22 Mbps per channel without interfering with reception of existing TV broadcast stations, using the so-called white spaces between the occupied TV channels. This technology is especially useful for serving less densely populated areas, such as rural areas, and developing countries where most vacant TV channels can be found.
IEEE 802.22 incorporates advanced cognitive radio capabilities including dynamic spectrum access, incumbent database access, accurate geolocation techniques, spectrum sensing, regulatory domain dependent policies, spectrum etiquette, and coexistence for optimal use of the available spectrum.

Mauritania, il ministro autorizza le radio commerciali

Anche la repubblica islamica della Mauritania, indipendente dal 1960, si avvia a chiudere la fase del monopolio statale della radiotelevisione. Un reportage di Radio France Internationale ci informa infatti che il ministro delle comunicazioni Hamdy Ould Mahjoub ha dato mandato alla autorità regolatrice HAPA (Haute autorité de Presse et d’Audiovisuel, vedere foto) di avviare il processo per la creazione di cinque emittenti televisive e cinque radiofoniche private. Oggi accanto ai due network, uno nazionale, l'altro regionale (che ultimamente è andato arricchendosi di nuove stazioni locali) di Radio Mauritania esistono solo alcuni siti Internet che trasmettono contenuti audiovisuali. Qui di seguito la notizia di RFI, mentre questo è il link al dettagliato articolo che potete trovare sul sito di Radio Mauritania. L'apertura dovrebbe riguardare anche l'aspetto delle radio comunitarie e associative, in una nazione che non fa mistero del suo attaccamento all'ortodossia. E' una notizia interessante anche per gli appassionati di ricezione a lunga distanza. La Mauritania non è fuori dalla portata dei ricevitori dislocati in Europa in caso di forti aperture E sporadico verso il Nord Africa e qualche frequenza attiva potrebbe moltiplicare le chance di ascolto. Ma questa apertura ovviamente beneficerà soprattutto gli abitanti e l'economia della Mauritania, dove insieme al dialetto locale dell'arabo vengono parlate quattro o cinque lingue e dove quindi esiste anche un problema di tutela della diversità culturale. La radio nazionale ha funzionato a lungo in onde corte sui 4845 kHz e i 7245 KHz, un impianto che funziona un po' a singhiozzo ultimamente ma che ora viene segnalato attivo.

Le paysage audiovisuel s’ouvre en Mauritanie
Création, en Mauritanie, de cinq radios et cinq télévisions privées, avant fin 2011.

Par Ursula Soares

La Mauritanie a démarré la libéralisation de son espace audiovisuel en autorisant la création, avant la fin de l'année 2011, de cinq radios et cinq télévisions privées. Toutefois, l’autorisation concernant l’ouverture de radios et télévisions associatives est remise à plus tard.
Le ministre mauritanien de la Communication, Hamdy Ould Mahjoub, a remis, le mardi 23 août 2011, au président de la Haute autorité de Presse et d’Audiovisuel (HAPA) le cahier des charges en vue de la création de cinq radios et cinq télévisions privées dans le pays. Dans le même temps, les médias publics vont être transformés en société anonyme de service public. Il est également prévu de créer une société de télévision indépendante pour vendre ses services aussi bien aux médias publics que privés.
Pour le ministre mauritanien de la Communication, cette ouverture de l’audiovisuel mauritanien signifie la « fin du monopole d’Etat sur l’information », en vigueur depuis l’indépendance du pays, en 1960. Il s’agit, ajoute-t-il, « d’un saut qualitatif et d’un élément important pour l’évolution démocratique en Mauritanie ».
La loi portant sur la libéralisation de l’espace audiovisuel mauritanien a été adoptée, à une large majorité, le 2 juillet 2010, à l’assemblée nationale. Ce fut l’un des principaux engagements auprès de l’Union européenne, premier partenaire au développement du pays.

Ouverture prochaine aux médias associatifs

Interrogé par RFI, Hamdy Ould Mahjoub a précisé que la prochaine étape concernera l’ouverture de radios et télévisions associatives. Ce sera la Haute autorité de Presse et d’Audiovisuel –instance indépendante du gouvernement– qui lancera les appels d’offre, dépouillera les dossiers et donnera son avis. Le gouvernement signera alors la licence, seulement si l’avis est favorable. « Le gouvernement n’aura pas à intervenir dans les choix », précise-t-il.
Le ministre mauritanien de la Communication a mis également en avant la diversité linguistique du pays. Il précise, entre autres points du cahier des charges, l’obligation, pour ces radios et télévisions, de s’exprimer dans les quatre langues nationales.

Hamdy Ould Mahjoub, ministre mauritanien de la Communication.
"C’est une évolution démocratique extrêmement importante pour notre pays."
Écouter (00:59)

Cette première étape de la libéralisation de la presse est certes saluée, notamment, parmi les professionnels des médias mais on attend aussi de voir concrètement ce que tout cela va donner. Moussa Ould Hamed, patron du journal Biladi et fondateur d’un site internet, est sceptique.

Moussa Ould Hamed, patron du journal Biladi.
"J’ai surtout peur des restrictions éventuelles, surtout politiques, que peut contenir le cahier des charges."
Écouter (00:56)
24/08/2011
par Sarah Tisseyre

Actuellement, la Mauritanie a deux chaînes publiques de télévision, dont une satellitaire, et deux petites télévisions privées autorisées à diffuser uniquement sur Internet. Le pays compte aussi deux radios publiques. Des radios privées diffusent sur Internet mais sans autorisation formelle.
Parmi les radios étrangères, Radio France Internationale réalise une très forte audience. Un sondage réalisé par TNS-Sofres, en décembre 2010, à Nouakchott, crédite RFI (en FM/OC) de 37% de taux d’écoute quotidienne. Ce résultat place RFI en deuxième position des radios les plus écoutées dans la capitale mauritanienne, après Radio Mauritanie (nationale) qui fait 42% d’écoute. Au niveau des radios internationales, RFI est leader devant ses principales challengers que sont BBC-Arabic (en FM/OC) à 5% d’audience et Al Jazeera (en FM) qui enregistre 9% de taux d’écoute quotidienne.

24 agosto 2011

Quale stazione radio per il Raìs libico?

E' arrivato nella notte, annunciato dai programmi di un canale satellitare siriano, Al-Rai o Arrai TV (di proprietà di Mishan al-Jubouri, ex parlamentare baatista iracheno con moglie siriana, titolare della licenza) che riporta i contenuti di una emittente libica chiamata da giornali, blog e agenzie Al-Orouba TV, l'ultimo discorso di Gheddafi che incita alla resistenza contro la ribellione, esortando i tripolitani a "ripulire" la città. Il discorso sarebbe stato fatto poche ore fa, nella notte tra martedì e mercoledì dai microfoni di una non precisata stazione radio locale di Tripoli. La BBC pubblica un breve spezzone dell'audio ripreso appunto dagli schermi di Al-Rai, in una guerra mediatica dalle infinite sfaccettature.
Assumendo che sia stato veramente radiotrasmesso, da quale "stazione locale" di Tripoli avrebbe potuto lanciare il suo ennesimo proclama l'irriducibile Colonnello? Una conoscenza più approfondita dello scenario radiofonico libico aiuterebbe i corrispondenti internazionali - e i loro lettori - a capire di più. In Libia, nazione molto estesa, la copertura radiofonica era ed è ancora assicurata da un network piuttosto sciolto di stazioni in onde medie e da qualche decina di impianti in FM che facevano capo alla LJBC, la radio della Jamahiriya e ad organizzazioni come Al Libya e Ashababiya. In questo momento le frequenze in onde medie fino a poche ore fa controllate dal regime: 1251, 1053, 972 kHz non risultano più ascoltabili. Il 21 agosto è stata registrata in Ungheria una delle ultime trasmissioni da 972:



Risultano invece più che mai attive le frequenze di Libiya al-Hurra, la voce della Libia Libera, che trasmette su 675, 1125 (segnalata in Egitto) e 1449 kHz. Quest'ultima frequenza è molto stabile di notte anche qui a Milano e sono convinto che seguendola con un interprete arabo a portata di mano potremmo ricavare molte informazioni interessanti.
Ma che cosa possiamo dire dell'appello di Gheddafi di questa notte? Da quale frequenza è stato mandato in onda? Tra i possibili candidati ci sono tre stazioni, Ashababiya e Al Libiya rispettivamente su 88,8 e 93,4 MHz in FM e forse i 103,4 MHz della stazione LJBC di Tripoli.
[Aggiunto alle 15:45 - Dopo aver postato il messaggio ho ascoltato il notiziario di Radio Popolare, con una corrispondenza del solito Farid Adly, che non ha mai nascosto il suo fermo appoggio alla rivolta anti-Gheddafi. Questa mattina Radiopop è stata l'unica ad aver precisato che Al Libiya è una stazione radio controllata da Saif al-Islam, il figlio del Colonnello. Alle attività imprenditoriali di Saif in campo mediatico è dedicato questo interessantissimo articolo pubblicato lo scorso anno dalla rivista libanese Executive. Ironicamente, l'articolo si intitola "Radio Free Libiya?".]
Un'altra stazione locale governativa era Az-Zawiya a ovest di Tripoli, su 101.3 MHz, ma quest'ultima potrebbe essere caduta nelle mani dei ribelli. Qui di seguito la mia registrazione di Az-Zawiya su 101.3 effettuata a Favignana il 12 agosto, una settimana prima dell'ingresso in città delle forze antigovernative:



Grazie alla propagazione troposferica a Favignana sono riuscito anche ad ascoltare gli 88,8 di Ashababiya e i 93,4 MHz di Al Libyia:


Ashababiya88 8 by lawendel

Allibiya93 4 by lawendel

Anche in questo caso sono certo che mettendosi a monitorare le frequenze FM da Lampedusa, un giornalista in grado di capire o farsi tradurre l'arabo potrebbe scrivere storie di prima mano molto avvincenti.

Dopo la chiusura dei programmi, chiude il sito di KFBS

Se anche le grandi organizzazioni religiose non denominazionali americane che annunciano la Parola smettono di utilizzare le onde corte per la loro missione radioevangelica, siamo indubbiamente prossimi alla fine di una epopea durata una ottantina d'anni. Il quotidiano delle Marianne Settentrionali, arcipelago del Pacifico unito politicamente agli Stati Uniti, il Saipan Tribune, riporta la notizia dell'imminente smantellamento dell'impianto in onde corte utilizzato dall'organizzazione FEBC, Far East Broadcasting Co per le sue trasmissioni verso l'Asia. I quattro tralicci che vedete in questa foto, rivolte verso ovest (verso l'Asia appunto), potrebbero essere abbattuti come tanti altri in questi ultimi anni. FEBC operava da Saipan con la sigla KFBS da 27 anni e il suo General Manager Bob Springer ha specificato che l'emittente tornerà a trasmettere solo dalla sua sede nelle Filippine, perché le ultime evoluzioni tecnologiche e normative hanno significativamente ridotto la necessità di utilizzare le onde corte.
Dopo la caduta del Muro di Berlino, quando molte emittenti radiofoniche governative internazionali hanno cominciato a perdere il senso della loro originaria missione, la contrapposizione ideologica, le emittenti religiose come FEBC sono rimaste a lungo un baluardo della radiodiffusione "povera". Le onde corte si possono ricevere con strumenti molto semplici, in aree prive di infrastruttura o in situazioni politiche dove altri media sono rigidamente controllati. Ma queste situazioni sono sempre più rare, isolate e variabili. E per quanto possa essere considerata una tecnologia povera, il coinvolgimento di grandi masse di pubblico non pagante attraverso la radio internazionale a onde corte è diventato un lusso per tutti, anche per chi come FEBC si finanzia grazie al collaudato meccanismo delle donazioni fiscalmente detraibili. Rispetto alle onde corte, la diffusione dei programmi via Internet ed eventualmente attraverso un network di partner individuati nell'emittenza locale costa ancora meno. Già da questa primavera KFBS aveva sospeso le trasmissioni. Ora con il decommissionamento appena annunciato, il tratto di costa che si scorge nella foto tornerà al suo stato pristino e i quattro tralicci resteranno solo nel ricordo degli abitanti più anziani e di noi turisti dell'etere.

After 27 years, FEBC shutting down Saipan station for good
By Clarissa David

Far East Broadcasting Co., a non-profit, non-denominational missionary organization that broadcasts the gospel of Jesus Christ to many parts of Asia, will decommission its radio station on Saipan by the end of the year, after 27 years of broadcasting on island. Bob Springer, FEBC general manager, attributed their decision to government deregulation and advances in communications technology that he said have significantly reduced the demand for shortwave broadcasting.
Shortwave broadcasting is a long distance broadcasting mechanism that allows a radio station to broadcast up to 4,000 miles. “In the last two and a half years, FEBC has studied the trends in technology in the audience listening habits and the conclusion of this exhaustive study has been we should cease broadcast from Saipan while continuing shortwave broadcast from our facilities in the Philippines,” Springer said.
Founded in 1945, FEBC began with a vision of starting a radio station in China and constructing programming studios in Shanghai. But with the Nationalist government's concern about the Communist takeover, FEBC wasn't given a license to operate a station there. “That was sought in the Philippines, have to get property, get a license to broadcast from the Philippines into China,” said Springer. “The first station went on the air just three months before China fell to the Communists and it's been broadcasting to China ever since.”
With the ministry's rapid growth, FEBC started broadcasting from Okinawa to China in 1957 and Korea in 1971. In 1975, FEBC initially came to Saipan “to explore the possibilities of building a station here.” In 1978, FEBC created KSAI to serve the Commonwealth. “While we were operating KSAI in those early years, negotiations went on for land to build a shortwave station and in 1981, a lease was signed in the Marpi area to build the station where we're located,” said Springer, adding that FEBC officially went on air in 1984 with four transmitters broadcasting to Russia, China, and Southeast Asia.
At the height of its broadcasting efforts, FEBC broadcasted to about 15 different countries in 24 different languages and dialects, including that of Uzbekistan, Kazakhstan, Kyrgyzstan, and the Ukraine. Springer disclosed that they receive tens of thousands of letters every month from people responding to the gospel they broadcast.
Having lived on Saipan “longer than anywhere else that I've ever lived,” Springer said he feels sorry to go. “While we've enjoyed the 27 years that we've been able to operate here on Saipan, the government and the commercial side of things here on Saipan has been very good to us and we've appreciated that. But we can see the time and we know that that's the thing we need to do,” added Springer.

23 agosto 2011

Propagazione troposferica, una introduzione tecnica

A margine degli ultimi post dedicati alle ricezioni FM a lunga distanza in modalità propagativa troposferica, mi scrive Gianfranco Verbana - radioamatore con una lunga esperienza professionale maturata anche nel campo della progettazione di ponti radio a microonde. Gianfranco è uno dei collaboratori del sito di informazione e divulgazione scientifica Vialattea,net e poche settimane fa ha affrontato proprio la questione delle anomalie propagative nell'atmosfera per rispondere a un quesito relativo alla cattiva ricezione dei segnali televisivi nei mesi estivi. La risposta è molto tecnica, ma mi sembra molto interessante perché spiega in dettaglio le situazioni (propagazione super/sub-rifrattiva, fenomeno dei ducts/condotti) di cui deve tener conto chi progetta un sistema di trasmissione "line of sight". Nelle condizioni speciali che si verificano d'estate, in modo particolare sulle tratte di cielo che sovrastano imponenti masse acquatiche, i fronti d'onda emessi dalle antenne delle stazioni FM possono seguire percorsi rifrattivi/riflessivi, superando l'ostacolo rappresentato dalla curvatura dell'orizzonte:


Le formule e i valori di temperatura e pressione atmosferica che potete leggere nella risposta di Gianfranco, sono quelle che costituiscono la base predittiva delle valutazioni fornite dal sito di William R. Hepburn, dove potete trovare ogni giorno le mappe con il possibile andamento degli indici di propagazione troposferica in modalità "ducting", per le diverse zone del mondo. Quelle per l'Europa e l'area del Mediterraneo si trovano a questo indirizzo. Hepburn ha creato una pagina che illustra le diverse modalità di propagazione troposferica, dove ritroverete la terminologia utilizzata da Gianfranco. Le anomalie propagative troposferiche non vanno confuse con una modalità tipicamente ionosferica come l'E sporadico, che stagionalmente tende più o meno a coincidere, qui in Europa, con l'estate. Di solito il picco della propagazione E-sporadica viene raggiunto prima, tra fine primavera e prima estate (con possibilità di aperture meno intense anche fino alla metà di agosto), perché il "tropo ducting", il fenomeno più spettacolare per le distanze raggiungibili, ha bisogno di condizioni di temperatura e pressione stabili più probabili quando l'estate è cronologicamente più avanzata.

Grecia, la riforma sopprime 15 canali onde medie su 20

Anche l'ente pubblico radiotelevisivo greco ERT subirà una ristrutturazione mirata alla drastica riduzione del debito che i cugini ellenici sono costretti a implementare per sopravvivere. Forse dovremmo pensarci anche noi, almeno per cercare di contenere il gigantismo dei canali televisivi (dare meno soldi ai tre programmi radiofonici sarebbe impossibile, una riduzione comporterebbe la totale chiusura). Tagliare le spese della RAI apparirebbe forse inopportuno in un momento in cui uno dei pochi titoli che in borsa riesce a guadagnare si chiama Mediaset. Ma dovremo arrivarci, così come arriveremo a integrare il canone nella fiscalità generale.
Torniamo però alla Grecia, una nazione che vanta 19 emittenti locali pubbliche attive sulle onde medie (su frequenze non sempre facili da ricevere). La riforma annunciata ieri da Elias Mossialos, ministro e portavoce del Governo, prevede la ristrutturazione del primo programma NET, che sarà orientato alle notizie, uno stile "sinergico" tra Terzo programma e il canale sportivo ERA Spor (penso che voglia dire che quando trasmetterà l'uno non trasmetterà l'altro) e un potenziamento per il Secondo programma. Non si capice bene il destino dell'attuale programma Cosmos 96,3 ma probabilmente scompare o diventa il canale turistico della capitale. Pesante taglio all'emittenza pubblica regionale, che passa da 19 a 9 stazioni con una direzione unica e una programmazione unificata che rispetterà il localismo. Le tre stazioni oggi attive a Thessaloniki, una delle quali opera sulle onde corte, saranno unificate in una sola, mentre ad Atene si studierà appunto la creazione di una stazione multilingue destinata ai turisti. Dei 20 impianti in onde medie in funzione ne verranno chiusi 15 e i cinque che resteranno in piedi saranno gestiti in collaborazione con il Ministero della Difesa. Credo che sia il primo caso di gestione militare di una rete in onde medie. E' una misura che porterà a un significativo risparmio di elettricità (superiore al milione di euro), ma mi chiedo se sia prevista la possibilità di cedere questi impianti ai privati, considerando il significativo numero di stazioni pirata che operano con trasmettitori marittimi tra i 1600 e i 1800 kHz. Annunciata invece la chiusura della rivista ufficiale, il locale Radiocorriere.
La scomparsa delle onde medie e delle locali relegherà in archivio, insieme a tante altre, le lettere di conferma che verificano le ricezioni locali sul network regionalizzato. Oggi il primo programma greco arriva su 729 kHz, il secondo su 1386 e ERA Spor trasmette su 981 kHz. Thessaloniki utilizza i 1044 e i 1179 kHz. ERA Filia trasmette in più lingue su 666 kHz e il sito ufficiale ERT assegna sei frequenze al canale nazionale ERA Diethìs a copertura del Sud Mediterraneo, canali che dovrebbero essere quelli corrispondenti alle locali Zante 927, Ioannina 765, Corfu 1008, Komotini 1404, Rhodes 1494 e Chania 1512. Liste hobbystiche come EMWG.info riportano in effetti una ventina di frequenze in onde medie (666, 765, 792, 927, 945, 954, 981, 1008, 1044, 1080, 1179, 1278, 1314, 1350, 1404, 1485, 1494, 1512, 1584, 1602 kHz), bisogna capire se verranno colpiti solo gli impianti più piccoli e periferici o se viceversa cadranno anche quelli a copertura nazionale. Io scommetterei sulla sopravvivenza di 729, 666, 981, 1044 (o 1179) e 1386.

Modi digitali ham radio: il PSK31 per Android e iPad


Non mi sembra abbia ancora ricevuto la visibilità che merita, ma vi consiglio di dare subito un'occhiata a DroidPSK, una applicazione per Android, che implementa su smartphone e tablet basati sull'ambiente Google un terminale per la comunicazione radioamatoriale in PSK31, uno dei sistemi di trasmissione digitale più diffusi per la sua robustezza in caso di interferenza, rumore e evanescenza in onde corte. Rilasciata a luglio da Wolfgang Phillipps, W8DA, proprietario di Wolphi LLC, DroidPSK è in grado di decodificare il PSK anche attraverso il microfono dello smartphone (non ho provato personalmente questa app non avendo sottomano in questo momento un telefonino Android, ma le recensioni sembrano tutte molto positive). Del resto il filmato You Tube mi pare molto eloquente:



Sull'Android Market l'app costa solo 3 euro e 48, un prezzo tutto sommato accettabile per un programma che può essere utilizzato anche per la sola ricezione di questa modalità. Lo stesso sviluppatore propone una app per la decodifica del codice Morse e una che implementa un versatile filtro audio DSP programmabile.
Questa è solo una delle prime applicazioni che sfruttano le notevoli potenzialità a livello di DSP delle attuali piattaforme hardware per smartphone a scopi specificatamente radioamatoriali. Il bello è che non è l'unica e certo non sarà l'ultima. Sono molto lieto di inserirmi con questo post in un recente dibattito aperto dalla lista di utilizzatori di Perseus - il ricevitore software defined italiano - a proposito della scarsità di applicazioni SDR per l'ambiente Macintosh. Sono intervenuto nella discussione per sottolineare che se è vero che nella nicchia degli utenti radioamatoriali la piattaforma predominante continua a essere Windows, le cose stanno rapidamente cambiando.
Per non deludere i lettori che continuano a preferire il sistema iOS di Apple iPhone/iPad ecco quindi un equivalente di DroidPSK sviluppato per iOS. Un doppio motivo di orgoglio perché lo sviluppatore è un radioamatore italiano, Luca Facchinetti, IW2NDH. La sua app I-PSK31, aggiornata alla versione 1.3 compatibile anche per iPad, è un gioiellino da 2 euro e 99 che riceve e trasmette in B/QPSK31 (il suo "concorrente" americano Black Cat System, un marchio molto noto agli appassionati di modi radioamatoriali digitali che usano il Mac, propone anch'esso una app per iOS, PSK31, ma supporta unicamente la trasmissione). Luca è molto più bravo: oltre a questo modem software per PSK31 ha sviluppato anche IRTTY2 per la modalità RTTY (170 Hz, 45 baud) nonché il decoder Morse MorseDec e una app solo per Iphone Multimode, che combina il modem PSK31 e la ricetrasmissione RTTY.
La maestria del radioamatore-programmatore italiano ha colpito anche Kristen McIntyre, K6WX, radioamatore e ingegnere alla Apple in California, che ha presentato I-PSK31 addirittura allo SLAC di Stanford, nel corso di un evento dedicato alle tecnologie digitali per l'ham radio:



DroidPSK e I-PSK31 rafforzano le mie convinzioni sul brillante futuro delle applicazioni DSP/SDR per le due piattaforme mobili di riferimento. Il predominio di Windows in questo settore non potrà durare molto a lungo.

Digital Mobile Radio, nuovi filmati divulgativi

L'amico Marco Morresi, della Digital Mobile Radio Association, mi ha scritto segnalandomi la disponibilità di una nuova serie di filmati intorduttivi sul canale You Tube della organizzazione che promuove il nuovo standard ETSI per i walkie-talkie digitali. Le informazioni preliminari fornite possono essere facilmente integrate dalla corposa documentazione che possiamo prelevare sul sito Web. Il DMR (ovviamente da non confondersi con il DRM o Digital Radio Mondiale) è stato sviluppato in questi ultimi anni per rendere più leggeri i rigidi requisiti implementativi che hanno rallentato l'evoluzione del personal mobile radio digitale, in particolare con l'altro standard ETSI Tetra. Quest'ultimo, preferito per le complesse infrastrutture comunicative delle forze di pubblica sicurezza ma anche in ambiti molto specifici come le comunicazioni aeroportuali, prevede tutta una serie di certificazioni di interoperabilità che rischiano di vincolare in misura eccessiva operatori e fruitori, spesso legati a singoli fornitori tecnologici.
Il DMR è uno standard molto più aperto ed elastico e ha il significativo vantaggio di una canalizzazione del tutto conforme ai tipici canali da 12,5 kHz che le licenze per le reti di comunicazione a due vie professionali in vigore in quasi tutto il mondo. Proprio per questo motivo il DMR si presta molto bene alla graduale introduzione del digitale su infrastrutture che possono mantenere anche frequenze analogiche. Ogni singolo canale viene suddiviso, tramite multiplazione TDMA, in due slot da 6,25 kHz, adatti a comunicazione di tipo voce e dati. In origine, lo standard non prevedeva l'uso di un determinato vocoder, ma per ragioni di interoperabilità si sta imponendo il sistema (proprietario) Advanced Multiband Excitation, AMBE. La modulazione utilizzata dall'interfaccia radio è il 4FSK.
Un altro vantaggio è la scalabilità. Il DMR prevede infatti tre livelli di implementazione che si adattano agli attuali modelli di radiocomunicazione a due vie. Un primo "tier" è quello per la comunicazione "networkless" (senza infrastruttura) tra due apparati DMR, già adattabile alla digitalizzazione di sistemi che non richiedono la licenza, come il PMR446. Il secondo tier prevede la realizzazione di semplici reti intorno a una singola stazione base. Il tier 3 è più complesso e consente la creazione di infrastrutture medio-grandi di tipo "trunked" o condiviso tra più gruppi di utenti. In questo caso è prevista la duplice opzione di reti con canale di controllo dedicato o "composito" (che serve cioè sia per il controllo delle richieste di chiamata, sia per il successivo traffico).


22 agosto 2011

Le aziende hi-tech USA fanno marketing con la radio

Secondo il New York Times (segnalatomi da Francesca Guerrini) alcune società di alta tecnologia stanno riscoprendo il vantaggio di un mezzo pubblicitario rimasto finora tagliato fuori dalla comunicazione che riguarda i prodotti e le soluzioni informatiche per le imprese: la radio, anche quella locale. L'articolo è firmato dal titolare della rubrica Digital Domain e docente di economia aziendale alla State University di San Jose è Randall Stross, uno che di tecnologie ci capisce e ha pubblicato molti libri sull'argomento, incluso un recente "Planet Google One Company's Audacious Plan To Organize Everything We Know". Stross cita l'esempio di Citrix, che utilizza la radio per fare la pubblicità a un software per videoconferenze (non senza rilevare la contraddizione della voce incorporea di una testimonial - la titolare di una rubrica radiofonica high-tech Kim Komando - mentre promuove il software affermando che un volto può comunicare molto di più). Ma anche quello di Barracuda Networks, uno specialista di soluzioni per la sicurezza informatica e la compliance con le numerose normative in materia di archiviazione dei dati elettronici.
Non certo argomenti da mercato di massa, sostiene l'autore del pezzo. Il che tuttavia non impedisce ai rispettivi responsabili marketing di scegliere non solo le emittenti principali delle grandi città, ma anche molte stazioncine "tier 3", cioè operanti su mercati pubblicitari di terzo livello per dimensione e ricchezza. La verità è che oltre a essere molto capillare e ascoltata la radio assicura tariffe pubblicitarie incredibilmente basse rispetto ad altri mezzi, online incluso. Mentre le testate giornalistiche specializzate, un tempo punto di riferimento imprescindibile per questa industria, sembrano essere molto in crisi.

DIGITAL DOMAIN
High-Tech Product, Low-Tech Pitch
By RANDALL STROSS
Published: August 20, 2011

ZERO percent financing on a new car. A mattress sale blowout. Storewide discounts at the local hardware. These are the types of pitches that people expect to hear on the radio. Not commercials for the Barracuda Load Balancer, which sounds vaguely automotive but is actually software related to managing Web site traffic.
Information technology products, like e-mail archivers and Web site security software, are increasingly being promoted on the radio — not just in major cities but also in smallish ones like Redding, Calif., or Bend, Ore. The economics of radio advertising sometimes make it useful in reaching small but important groups of prospective customers.
So many of radio’s traditional sponsors have moved their ad dollars online that prices for radio commercials have fallen. This has caught the notice of companies like Barracuda Networks, an I.T. business based in Campbell, Calif.
“We discovered radio was unnaturally inexpensive,” says Michael Perone, Barracuda’s executive vice president and chief marketing officer.

19 agosto 2011

News via telex in HF: WLO risveglia l'epopea della radio di bordo


Se le onde corte delle emittenti internazionali sembrano avere una salute sempre più cagionevole, non mancano le iniziative private che cercano di riportare in auge un medium già ampiamente archiviato in settori assai più specifici, come la navigazione mercantile. Dopo il tramonto ufficiale del codice Morse (ufficialmente abbandonato dalle autorità marittime internazionali nel 1999) e con il forte aumento della capacità delle infrastrutture satellitari e radiomobili, moltissime stazioni costiere navali sono state smantellate. Un bel sito storico che le rievoca è quello di Robert Maskill. Questo tipo di impianti forniva due tipi di servizio: la connessione tra apparati di bordo e reti telefoniche terrestri (che consentiva per esempio alle famiglie e a chiunque non fosse dotato di un trasmettitore marino di contattare i membri degli equipaggi); e la trasmissione di telegrammi di servizio, previsioni meteorologiche e informazioni di vario tipo. Nel primo caso si utilizzavano le onde corte modulate in banda laterale unica, nel secondo soprattutto il Morse e altri sistemi di trasmissione digitale dell'informazione. Negli Stati Uniti il declino delle stazioni costiere radiotelefoniche è stato molto marcato dopo la fine degli annni Novanta. Restano ancora in funzione (si veda questa pagina della NOAA americana) diversi impianti pubblici per la diffusione di informazioni meteorologiche e alcuni network privati che offrono anche servizi di comunicazione, in particolare di posta elettronica via HF (ancora piuttosto convenienti a fronte dei costi della banda satellitare) e altri dati.
Uno di questi operatori privati, ShipCom LLC, controllata dall'imprenditore/radioamatore Rene Steigler, K4EDX, gestisce le stazioni WLO e WCL di Mobile, Alabama; KLB di Silvana, Washington; e KNN, Marina del Rey, California. In queste ore WLO ha attivato i test, richiesti dalle autorità regolatorie, di un nuovo serviziodi trasmissione di informazioni giornalistiche in modalità radiotelex. I test sono già attivi 24/7 sulla frequenza HF marina di 8473 kHz, con una potenza nominale di 1.000 Watt (ora sono solo 300 per qualche problema agli stadi finali del trasmettitore) in modalità RTTY (45 baud di velocità e 170 Hz di separazione mark/space, con inversione). Sono previste anche trasmissioni in modalità Sitor-B (altrimenti nota come FEC, Forward Error Correction). Il segnale è già stato ricevuto in Italia, Christian Diemoz da aosta ha potuto decodificare qualche linea di notiziario proprio questa mattina e ha ricevuto una conferma poco fa. I rapporti di ricezione sono molto utili per testare un servizio formalmente rivolto a un generico pubblico di navigatori e vanno inviati a wlonews (at) olypen (dot) com.

BBC e Babcock: chiude a Natale il sito di Rampisham

E' molto sferzante la reazione del sindacato britannico dello spettacolo, BECTU, all'annuncio da parte di Babcock Engineering - attuale gestore dell'impianto in onde corte di Rampisham, nel Dorset per conto del BBC World Service - che la postazione verrà chiusa entro il Natale di quest'anno, lasciando a casa 19 persone. Il BECTU aveva manifestato tutte le sue perplessità anche nel gennaio scorso, quando la BBC aveva annunciato drastici tagli alle trasmissioni per l'estero e una forte riduzione dell'output in onde corte. Adesso si sa che Rampisham chiuderà a dicembre 2011 mentre altre riduzioni di personale e impianti sono previste a Woofferton (qui una bella pubblicazione rievocativa) e Orfordness, altri due luoghi storici delle onde corte di Sua Maestà. La BBC e il suo provider infrastrutturale lascia capire che entro il 2014 non ci saranno più trasmissioni in onde corte dalla Gran Bretagna.
Mettersi a discutere su queste decisioni in un periodo come questo, con le borse in picchiata e i debiti sovrani in gravissima sofferenza, è da stupidi. Le onde corte che noi appassionati abbiamo fatto in tempo a conoscere e amare ancora negli anni Settanta, quelle dei servizi multilingue prodotti a vantaggio degli ascoltatori d'oltremare (come direbbero gli inglesi), spesso e volentieri con il pieno coinvolgimento di governi e parlamenti con più di qualche risvolto propagandistico ed economico, non ci sono più. Sono finite le motivazioni e soprattutto i soldi che permettevano, semmai, di inventarsele.
Le grandi emittenti internazionali puntano sui satelliti per l'audiovideo e su Internet per i testi e la multimedialità; ed è giusto che sia così. Per un po' resisteranno nazioni come Russia, Cina, India, ma anche su quel versante geopolitico non ha molto senso continuare a utilizzare un mezzo tanto desueto. Le onde corte potrebbero continuare a essere uno strumento interessante per le potenze regionali, gli Stati più piccoli, magari per far conoscere realtà turistiche emergenti. Resteranno per qualche tempo uno strumento utile in situazioni conflittuali, vuoi per scopi prettamente politici, vuoi a supporto di iniziative umanitarie, di peace-keeping, nella gestione delle emergenze. Personalmente resto convinto della praticabilità delle frequenze in onde medie e corte su scala geografica molto limitata, nei progetti a spiccata vocazione sociale, culturale, associazionistica, forse per qualche iniziativa più prettamente commerciale. Ma scordiamoci di Radio Londra così come ci siamo scordati, senza troppi traumi, delle diligenze.

Rampisham transmitter site to close by Christmas

Babcock Engineering has announced plans to close the Rampisham transmitter site by Christmas 2011.
18 August 2011

BECTU members at the Rampisham transmitter site in Dorset run by Babcock Engineering were shocked to learn yesterday (17 August) of plans to close the facility by Christmas with the loss of 19 jobs.
Staff across the UK had been expecting bad news after the decision by BBC World Service in January this year to sharply reduce the number of hours of shortwave broadcasting and to end it altogether by 2014.
Despite this advance warning, yesterday's announcement still came as a shock. The company also plans to close three posts at the Woofferton site in Shropshire with four at Orford Ness in Suffolk also at risk of closure.
An initial meeting between BECTU representatives and management took place yesterday; the consultation period is due to end on 19 September.
Assistant general secretary Luke Crawley said:

“The loss of 19 jobs at Rampisham and seven elsewhere in the network will come as a terrible blow to our members. We have already pressed the management to do everything they can to minimise the impact including offering redeployment and retraining where appropriate. Transmission members will note with regret that this announcement will also end seventy years of shortwave broadcasting from Rampisham.”

Criticism of the FCO

BECTU has strongly criticised the coalition government for pushing through a 16 per cent cut in the grant provided to the World Service from the Foreign and Commonwealth Office (FCO). This was considerably higher than the 10 per cent cut in the FCO budget for other areas. It was this disproportionate reduction which lead the BBC to decide to reduce shortwave broadcasts immediately and end them by 2014.
BECTU’s campaign against the unfair settlement included giving evidence to the Foreign Affairs Select Committee in Parliament. The highly critical report which followed led to some funds being restored to the World Service. However the representations did not persuade the BBC to change its mind about ending shortwave transmission despite the fact that listeners to shortwave make up half of the World Service audience.

NASA: il primo film della massa espulsa dal sole

Oggi la NASA ha tenuto una conferenza stampa per presentare i risultati di un lungo lavoro di analisi dei dati trasmessi dalla coppia di sonde orbitanti della missione STEREO, incaricata di studiare fenomeni dalla complessa dinamica come le eiezioni di massa coronale dal sole. Alcuni giornali importanti (per esempio il Daily Mail), forse riprendendo le agenzie, non hanno capito nulla e hanno pubblicato titoli allarmistici sull'arrivo di una devastante tempesta solare sul nostro pianeta. Il quotidiano britannico arriva a dire che la conferenza stampa della NASA è stata organizzata proprio per contribuire a fare fronto contro questa emergenza. In realtà i fenomeni descritti in questo filmato:

risalgono al 2008 e hanno appunto richiesto un lungo studio.
Sul sito di SpaceWeather.com è disponibile un filmato Quicktime ancora più dettagliato. Secondo gli scienziati è la prima volta che, grazie alla particolare prospettiva dovuta alla posizione delle sonde STEREO nella loro orbita, è possibile correlare anche visivamente il momento dell'espulsione della massa solare con l'arrivo del plasma qui a terra. Finora ci siamo dovuti accontentare di una visuale per così dire "frontale" che non consente di capire come il plasma evolve e cambia forma mentre viene catapultato fuori dalla fornace del sole. Quando arriva ai limiti del sistema solare il volume di questa massa può essere aumentato di dieci milioni di volte. Informazioni come queste possono aiutarci a prevenire gli effetti più devastanti di eventi che possono influire pesantemente, qui sulla terra, sulle linee dell'alta tensione, i satelliti e le radiocomunicazioni.

Spacecraft Sees Solar Storm Engulf Earth

August 18, 2011: For the first time, a spacecraft far from Earth has turned and watched a solar storm engulf our planet. The movie, released today during a NASA press conference, has galvanized solar physicists, who say it could lead to important advances in space weather forecasting.
“The movie sent chills down my spine,” says Craig DeForest of the Southwest Research Institute in Boulder, Colorado. "It shows a CME swelling into an enormous wall of plasma and then washing over the tiny blue speck of Earth where we live. I felt very small.”
CMEs are billion-ton clouds of solar plasma launched by the same explosions that spark solar flares. When they sweep past our planet, they can cause auroras, radiation storms, and in extreme cases power outages. Tracking these clouds and predicting their arrival is an important part of space weather forecasting.
“We have seen CMEs before, but never quite like this,” says Lika Guhathakurta, program scientist for the STEREO mission at NASA headquarters. “STEREO-A has given us a new view of solar storms.”
STEREO-A is one of two spacecraft launched in 2006 to observe solar activity from widely-spaced locations. At the time of the storm, STEREO-A was more than 65 million miles from Earth, giving it the “big picture” view other spacecraft in Earth orbit have been missing.
When CMEs first leave the sun, they are bright and easy to see. Visibility is quickly reduced, however, as the clouds expand into the void. By the time a typical CME crosses the orbit of Venus, it is a billion times fainter than the surface of the full Moon, and more than a thousand times fainter than the Milky Way. CMEs that reach Earth are almost as gossamer as vacuum itself and correspondingly transparent.
“Pulling these faint clouds out of the confusion of starlight and interplanetary dust has been an enormous challenge,” says DeForest.
Indeed, it took almost three years for his team to learn how to do it. Footage of the storm released today was recorded back in December 2008, and they have been working on it ever since. Now that the technique has been perfected, it can be applied on a regular basis without such a long delay.
Alysha Reinard of NOAA’s Space Weather Prediction Center explains the benefits for space weather forecasting:
“Until quite recently, spacecraft could see CMEs only when they were still quite close to the sun. By calculating a CME's speed during this brief period, we were able to estimate when it would reach Earth. After the first few hours, however, the CME would leave this field of view and after that we were 'in the dark' about its progress.”
“The ability to track a cloud continuously from the Sun to Earth is a big improvement,” she continues. “In the past, our very best predictions of CME arrival times had uncertainties of plus or minus 4 hours,” she continues. “The kind of movies we’ve seen today could significantly reduce the error bars.”
The movies pinpoint not only the arrival time of the CME, but also its mass. From the brightness of the cloud, researchers can calculate the gas density with impressive precision. Their results for the Dec. 2008 event agreed with actual in situ measurements at the few percent level. When this technique is applied to future storms, forecasters will be able to estimate its impact with greater confidence.
At the press conference, DeForest pointed out some of the movie’s highlights: When the CME first left the sun, it was cavernous, with walls of magnetism encircling a cloud of low-density gas. As the CME crossed the Sun-Earth divide, however, its shape changed. The CME “snow-plowed” through the solar wind, scooping up material to form a towering wall of plasma. By the time the CME reached Earth, its forward wall was sagging inward under the weight of accumulated gas.
The kind of magnetic transformations revealed by the movie deeply impressed Guhathakurta: “I have always thought that in heliophysics understanding the magnetic field is equivalent to the ‘dark energy’ problem of astrophysics. Often, we cannot see the magnetic field, yet it orchestrates almost everything. These images from STEREO give us a real sense of what the underlying magnetic field is doing.”
All of the speakers at today’s press event stressed that the images go beyond the understanding of a single event. The inner physics of CMEs have been laid bare for the first time—a development that will profoundly shape theoretical models and computer-generated forecasts of CMEs for many years to come.
“This is what the STEREO mission was launched to do,” concludes Guhathakurta, “and it is terrific to see it live up to that promise.

18 agosto 2011

KBC torna a trasmettere in onde medie dalla Germania

Tornerà a trasmettere, per iniziativa dell'olandese KBC, impresa che nel 2009 aveva partecipato alla rinascita dell'emittente Big L su 1395 kHz, l'antenna dell'impianto tedesco di Burg, vicino a Magdeburgo, la regione di Berlino, su una frequenza di 531 kHz. KBC Radio ha infatti ottenuto una licenza per sperimentare i 10 kW del trasmettitore, attivo fino a qualche anno fa anche in modulazione digitale DRM. A Burg trasmetteva un secondo impianto, la cui antenna è stata tuttavia distrutta cinque anni fa. La frequenza di 531 era stata utilizzata dall'ente regionale tedesco MDR, poi era subentrata una emittente privata per camionisti, Truckradio, che tra 2008 e 2009 aveva sperimentato il digitale.
Le prove di KBC Radio - stazione originariamente legata alla cultura delle radio pirata off shore che ha utilizzato in passato anche l'impianto in onde corte lituano di Sitkunai e tornerà a trasmettere in onde corte in novembre da una location al momento imprecisata - partono domani sera, 19 agosto, alle 19 ora estiva europea (le 17 UTC) e proseguiranno per diverse settimane, con estensione fino a fine ottobre.
Come dimostra anche il caso delle numerose piccole emittenti italiane spuntate in questi ultimi mesi, le onde medie abbandonate dai broadcaster pubblici tendono decisamente a rianimarsi, soprattutto per iniziativa di piccole imprese a carattere commerciale, preferendo utilizzare impianti a potenza abbastanza limitata (su 1395 Big L ebbe grossi problemi con le bollette elettriche). Burg dovrebbe utilizzare appena 10 kW, probabilmente sufficienti per vincere qui in Italia del nord l'interferenza algerina e fare a gare con la "co-channel" rumena. Non saranno troppo contenti i DXer che in Germania, Danimarca e Olanda potevano ormai ascoltare senza problemi la remota stazione delle isole Far Oer (che per la verità sono riuscito ad ascoltare, con molta fatica, anche in Liguria), ma è comunque il caso di fare gli auguri alla Mighty KBC. Sembra tra l'altro che l'emittente abbia anche altre opzioni per trasmettere da altri paesi europei.

Anatre, spot radiofonici e pseudomedicina

La disavventura capitata a Samuele Riva, ingegnere informatico e blogger scientifico-scettico, ha dell'incredibile in una nazione che investe nella ricerca scientifica cifre ridicole ma spende fiumi di sudatissimo denaro in lotterie, scommesse, astrologi e trattamenti terapeutici "alternativi". In una serie di articoli dedicati alla totale assenza di basi scientifiche dell'omeopatia, l'autore di Blogzero.it si è permesso di muovere ben motivate critiche alla multinazionale "farmaceutica" Boiron e in particolare al suo prodotto Oscillococcinum, spacciato per un rimedio, addirittura un "vaccino" contro i sintomi dell'influenza. Apriti cielo. La pubblicazione non è sfuggita all'ufficio legale dell'azienda, che ha cominciato a tempestare il povero Riva - reo di aver riaffermato quello che già si sa su una "disciplina" che non riesce a dimostrare la sua efficacia attraverso i normali meccanismi di trial clinico - con lettere molto minacciose. Alla fine, per evitare guai legali l'autore di Blog(zero) ha preferito rimuovere i riferimenti al nome della multinazionale e del suo celebre rimedio. Dico celebre perché è sufficiente una breve ricerca su Google per individuare decine di confutazioni sui presunti effetti curativi/preventivi dell'Oscillococcinum. Uno dei più recenti - e sferzanti - è quello pubblicato su Skepticblog. Per fortuna la cosa è stata immediatamente raccolta e amplificata dalla blogosfera, fino a indurre una pubblicazione scientifica autorevolissima, il British Medical Journal, a pubblicare una dettagliata cronaca dell'incidente.
Che c'entra la radio? A parte che l'episodio ha subito urtato la mia suscettibilità e il mio profondo scetticismo nei confronti delle troppe forme di pseudoscienza (e autentica ciarlataneria) che sfruttano la credulità e le magre disponibilità economiche di milioni di persone, l'esempio di Boiron è quanto mai indicativo perché da anni l'azienda riesce ad aggirare l'esplicito divieto di ogni forma di pubblicità per i "medicinali" omeopatici in Italia (DL 185/95) piazzando su diversi network radiofonici (inclusa, con mio sommo sdegno, l'amata Radio Popolare) i suoi accattivanti annunci commerciali. "Non posso fare pubblicità del prodotto - spiegano in genere gli attori degli spot Boiron alla radio - ma puoi chiedere al farmacista."Già, perché il farmacista è autorizzato, nel caso dell'Oscillococcinum e di altri "rimedi", a consigliare e vendere tanti bei flaconcini di acqua pura. Come spiega molto bene lo Skepticblog, il prodotto anti-influenzale ha un tasso di diluizione pari a "200C", che nel fumoso linguaggio omeopatico equivale a una molecola di principio attivo (nella circostanza una potente miscela di fegato e cuore di Anas Barbariae, volgarmente detta anatra, quella che è meglio diluire nel sugo d'arancia, dopo averla ben rosolata però) sciolta in 100 alla 200 molecole d'acqua. Considerando che l'intero universo contiene appena 100 alla 40 atomi, possiamo immaginare quante anatre siano presenti nello stagno dell'Oscillococcinum. A 31 euro di prezzo di listino (informazioni raccolte qui su Internet) per 30 dosi, è sicuramente il foie gras più caro dell'intero universo. E anche quello meno saporito. Gli omeopati sostengono che l'azione di questi farmaci si basa su un principio di "memoria molecolare" dell'acqua in base al quale sono proprio le diluizioni più estreme a funzionare meglio. Oltretutto l'Oscillococcinum non viene commercializzato in forma di soluzione acquosa. Al contrario, si tratta di piccoli globuli di eccipiente - zucchero immagino - "infuso" nella miracolosa acqua dalla lunga memoria.
Contro i sintomi dell'influenza una caramella al mentolo non può non avere la stessa efficacia del fegato d'anatra, specie quando l'anatra non c'è. Ora, nessuno può negare l'efficacia dell'effetto placebo dell'omeopatia, ma perché dovremmo censurare o peggio ancora perseguire qualcuno quando osa ribadire che, in barba a qualsiasi spot radiofonico, proprio di placebo si tratta?

DAB, partenza in Cechia e successo in Australia


Si ha sempre più la sensazione che la radio digitale DAB, dopo un periodo di incubazione di lunghezza geologica che aveva fatto temere il peggio anche ai più ottimisti, sia arrivata a un punto di svolta che potrebbe portarlo ben oltre i limiti della massa critica di popolarità. Dopo vent'anni di indifferenza quasi totale, gli abitanti di molte nazioni stanno scoprendo rapidamente la radio digitale sulle frequenze VHF intorno ai 200 MHz, mentre sono sempre più numerose le aziende automobilistiche che installano a bordo delle loro vetture autoradio DAB+ compatibili. Una crescita di interesse che potrebbe stimolare, in Europa e non solo, la nascita di un partito dello switch-off analogico anche per la radiofonia FM.
Dopo il rilancio in grande stile del DAB+ in Germania (dove Terratec ha appena messo in vendita una chiavetta per la ricezione DAB, il Noxon DAB Stick, per soli 19 euro),
l'operatore Teleko accende il DAB anche a Brno, seconda città della repubblica Ceca. Dopo Praga e Pribram, attivate lo scorso aprile, si aggiunge un altro mezzo milione di persone: diventano così quasi due milioni i cechi in grado di accedere a un multiplex di radio digitale comprendente sei-otto programmi. Protagonista di questa avventura, accanto a Teleko, è la solita azienda britannica Pure, che ha portato i suoi ricevitori digitali nei negozi della bellissima Praga, mentre il carmaker "locale" Skoda annuncia il DAB a bordo di suoi diversi modelli nuovi.
Dall'altra parte del mondo, dall'Australia, arriva la conferma del notevole aumento delle vendite di ricevitori DAB. Secondo Commercial Radio Australia la radio digitale viene ascoltata da quasi un milione di persone nelle cinque capitali di Stato interessate al lancio ufficiale dell'agosto 2009 e da allora sono stati venduti mezzo milione di apparecchi digitali, con un particolare successo per la campagna online effettuata nel maggio scorso in occasione del Mother's Day (gli australiani devono aver regalato una radio DAB alle loro mamme). In Asia Pacifico, secondo il quotidiano The Standard, cresce l'offerta DAB nel territorio di Hong Kong. A novembre gli operatori Digital Broadcasting, Metro Broadcast, Phoenix U Radio e Radio Television Hong Kong renderanno disponibili 18 nuovi canali, mentre il miliardario a capo di Digital Broadcasting, il tycoon Albert Cheng King-hon, venderà mille ricevitori DAB a un dollaro HK al pezzo nei giorni della fiera informatica che si apre domani nell'ex enclave britannico in Cina.
Infine la BBC ha annunciato che tra luglio e agosto 2012, in occasione delle Olimpiadi di Londra, sarà operativo sui multiplex DAB cittadini il canale temporaneo BBC 5 Live Olympics Extra. Al proposito, come prescrive la legge il BBC Trust ha appena bandito una consultazione pubblica.

La radio della povertà tema del premio URTI 2011

C'è tempo fino al primo di settembre per iscrivere le produzioni radiofoniche culturali alla 23esima edizione del Radio International Grand Prix della URTI, Unione radiotelevisiva internazionale, un organismo di scambio e promozione di prodotti radiotelevisivi di qualità costituito in Francia dopo la fine della guerra (per iniziativa di Radio France e dell'Unesco) con membri in 64 Nazioni. La valutazione e la premiazione dei vincitori avverrà quest'anno a Napoli, alla fine di settembre. Regolamenti e moduli di iscrizione a questo indirizzo del sito URTI. Il tema di quest'anno è la povertà e la giuria accetta produzioni in qualsiasi lingua, a patto che siano eventualmente accompagnate dallo script tradotto in inglese o francese.

Micro-FPGA Silego: chip programmabili in pochi minuti

TechOnline India ha pubblicato uno stimolante articolo di Clive Maxfield dedicato a un rivoluzionario prodotto della californiana Silego, GreenPAK. Si tratta di una "micro-FPGA" per segnali misti che dispone al suo interno di tutto quel che serve per realizzare, in logica cablata, le più svariati applicazioni di acquisizione e controllo del segnale, il tutto attraverso GreenPAK Designer, un software di progettazione visuale per ambienti Win e Macintosh che trasforma in pochi minuti uno schema a blocchi in un chip personalizzato a bassissimo costo (pochi centesimi di dollaro) perfettamente funzionante. Silego propone anche, per una somma molto modesta, un kit di valutazione comprendente qualche decina di campioni di GreenPAK.
Anche in questo caso vale la pena dare un'occhiata all'incredibile ambiente di sviluppo Silego, attraverso questo filmato disponibile su YouTube:


Siamo evidentemente ancora lontani dalla complessità applicativa delle FPGA di classe avanzata come quelle già utilizzate in progetti SDR radioamatoriali come il Perseus o il QuickSilver, ma considerando che Silego sta già per rilasciare la seconda generazione del suo GreenPAK, è facile immaginare che presto questi chip programmabili potranno essere utilizzati per applicazioni DSP molto più potenti.

Silego’s GreenPAK – Design and program a custom chip in minutes

I know that things are moving incredibly quickly these days technology-wise, but even so I would never have guessed that I would one day be sitting at my desk with the ability to design and implement a custom chip within a few minutes. Believe it or not, however, this is the case.

By Clive Maxfield
(August 18, 2011)

When I was a young lad just starting to play with electronics in the early 1970s, most of my designs were digital. These little scamps were based on the use of 74-series TTL “Jelly Bean” devices, so even a relatively simple design typically required a whole bunch of chips and a relatively large circuit board.
I used to read a lot of science fiction in those days (I still do, of course). I remember thinking that one day it might be possible to have something the size of a large photocopier or chest freezer that could create custom integrated circuits to one’s specification. I wasn’t entirely sure how this would work – just that there would be some way for you to capture a circuit diagram and then you’d press the “Big Red Button” and there would be some impressive light and sound effects and out would pop your new chip.
I know that things are moving incredibly quickly these days technology-wise, but even so I would never have guessed that I would one day be sitting at my desk with the ability to design and implement a custom chip within a few minutes. Believe it or not, however, this is the
case…

Introducing Silego’s GreenPAK 1

While I was at DAC 2011, I met up with Aron Cooperman from Silego Technology (www.silego.com). Silego make a variety of electronic products (GreenFET, GreenCLK, GreenDDR3, etc.), but the one that’s of the most interest to me is their GreenPAK 1, which comes in the form of an 8-pin 2mm x 2mm surface mount package.
Obviously this looks rather “beefy” in this image, but if you draw a 2mm x 2mm square on a piece of paper you’ll realize just how small this is, and yet this little beauty packs a lot of “wallop” as we shall see.
The way I think of the GreenPAK 1 is as a super-small mixed-signal FPGA that you can design and program in just a few minutes and that costs only a few cents (more on this below). A brief summary of the GreenPAK 1’s features is as follows:

*Operating voltage = 3.3V

* Eight Pins

* One 8-bit SAR analog-to-digital converter (ADC)

* Two analog/digital comparators

* One internal voltage reference

* Seven look-up tables (LUTs) (2 x 2-bit, 4 x 3-bit, 1 x 4-bit)

* Three flip-flops / latches

* One pulse width modulator (PWM)

* One internal oscillator

Out of the 8 pins, one is power and one is ground, which leaves 6 pins that the user can configure as inputs or outputs. Also either pin 6 or pin 7 can be configured to act as the analog input to the ADC and/or the analog/digital comparators (both pins will be used if you decide to employ a differential signal).